Più ponti per tutti, la proposta: ritorno di 5 festività soppresse in calendario

Sarebbero 5 i giorni di riposo in più previsti da una proposta al Senato

Se il 2017 è stato considerato l'anno dei ponti, il 2018 non è altrettanto apprezzato da chi confida nel calendario per strappare qualche giorno di riposo extra. Quest'anno, infatti, molte feste comandate cadono nei giorni infrasettimanali o, peggio, nel fine settimana. Insomma, organizzare ponti e vacanze non sarà così semplice, anche se a ben vedere la situazione non è poi così catastrofica (il calendario dei ponti 2018). Ma c'è una soluzione. Ponti per tutti, anzi: più ponti per tutti. Tre senatori della Südtiroler Volkspartei, il partito popolare sudtirolese, hanno presentato una proposta di legge al Senato per reintrodurre cinque festività soppresse 40 anni fa, scrive Lorenzo Salvia sul Corriere della Sera.

Secondo i firmatari, il ritorno delle festività soppresse sarebbe un "omaggio alla persone credenti che potrebbero così celebrare le ricorrenze religiose, ma anche ai non credenti che potrebbero dedicare le giornate alle attività di tempo libero". I cinque giorni festivi da reintrodurre ed estendere a tutto il territorio nazionale, secondo i tre senatori, sono San Giuseppe (19 marzo), l'Ascensione (festività 'mobile' che cade 40 giorni dopo la Pasqua), la Pentecoste (altra festività 'mobile', il primo lunedì 50 giorni dopo Pasqua), il Corpus Domini (sessanta giorni dopo Pasqua).

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Per chiudere, il 29 giugno, giorno dei santi patroni di Roma Pietro e Paolo, oggi celebrato solo nella capitale. "Festeggiarli solo a Roma come patroni, come si fa attualmente, sembra un po' riduttivo se si pensa al loro ruolo e al fatto che gli imperatori romani non erano per ruolo equivalenti ai contemporanei sindaci di Roma", dicono i tre senatori della Südtiroler Volkspartei. E' bene precisarlo: i giorni indicati nella proposta erano tutti festa nazionale fino al 1977 (ad eccezione del 29 giugno) e furono cancellati per legge.

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