Campo rom di via Maggiore di Oratoio, verso la chiusura: abbattute altre baracche

Proseguono gli interventi per il superamento dei campi nel territorio comunale. Nell'ultimo anno dimezzate le presenze negli insediamenti abusivi, fanno sapere da Palazzo Gambacorti

Ancora un intervento oggi, martedì 24 gennaio, dopo quello di dicembre con la rimozione di 15 baracche vuote, al campo rom di via Maggiore di Oratoio dove Avr ha rimosso altre 5 baracche e 2 roulotte senza più inquilini, un intervento in collaborazione con la Polizia Municipale.
Negli ultimi mesi le famiglie hanno iniziato a lasciare l'insediamento per trovare soluzioni abitative diverse. I capifamiglia hanno infatti redditi da lavoro dipendente, per lo più in aziende di pulizia, manutenzione e facchinaggio; questo permette loro di trovare appartamenti in affitto sul mercato privato. Una parte di queste famiglie aveva lasciato il campo a dicembre, un’altra parte si è trasferita nei giorni scorsi.

"Stiamo mantenendo l'impegno del programma di mandato per il superamento dei campi e la riduzione delle presenze - dichiara il sindaco di Pisa Marco Filippeschi - non solo dei campi episodici ma anche di quelli presenti da lungo tempo, come si è già fatto per la Bigattiera. Ora si riduce quello di via Maggiore, l'ultimo, il più antico e il più grande, insalubre e pericoloso per chi ci vive. Non accettiamo come normali situazioni irregolari e insostenibili. Le famiglie possono trovare alternative abitative, nelle regole di convivenza che devono valere per tutti. La chiusura del campo di via Maggiore è un'operazione complessa e delicata, ma è sempre più vicina".

"Stiamo andando avanti in quel percorso che avevamo annunciato mesi fa: tre famiglie, infatti, se ne sono andate spontaneamente nelle ultime settimane andando ad aggiungersi alle altre che si erano allontanate nei mesi precedenti - ha spiegato la presidente della Società della Salute della Zona Pisana Sandra Capuzzi - in tutto quindi le persone che vivono in via Maggiore di Oratoio, dalla fine del 2015 ad oggi, si sono ridotte di quasi la metà passando da 369 a 201 per un totale di 44 famiglie contro le 81 che vi abitavano fino ad un anno fa. È un lavoro di progressiva riduzione delle presenze che va avanti da tempo senza interruzione e che stiamo svolgendo tenendo presente sicuramente conto della grave situazione di degrado e difficoltà vissuta nell'insediamento abusivo di Ospedaletto ma anche delle situazioni specifiche e, in particolare, del percorso d'integrazione che stanno facendo alcune famiglie che vi abitano".

Il processo di superamento del campo è guidato da amministrazione comunale e Società della Salute, che seguono l'inserimento scolastico dei minori e, nei casi di famiglie con reddito basso, forniscono una piccola somma come deposito cauzionale per l'appartamento in affitto, lo stesso tipo di sostegno assicurato a tutte le famiglie in condizione di emergenza abitativa che riescono a trovare una casa in affitto sul mercato privato.

La significativa riduzione di presenze in questo insediamento è l’ultimo tassello di una strategia che negli ultimi sedici mesi ha visto prima la chiusura dell’insediamento della Bigattiera, poi gli interventi a Putignano (in Golena e nelle vie dell’Immaginetta e dei Vignaioli) e nella Golena d’Arno di Cisanello, all’insediamento di via dell’Idrovora a Coltano (quello abusivo che era nato accanto al villaggio di casette minime) e a quello di via Primo Maggio in Barbaricina. Un lavoro che nell’insieme in un anno ha portato al dimezzamento delle persone che vivono in insediamenti abusivi presenti sul territorio comunale.

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