Ferrovia Pisa-Calambrone-Livorno: ripartita la proprietà tra Stato ed enti

L'accordo raggiunto tra Stato, Provincia e Comune di Pisa, Provincia e Comune di Livorno permette la suddivisione delle varie componenti della linea ferroviaria dismessa nel 1960

La ex stazione di Tirrenia

Sottoscritta la convenzione che ripartisce la proprietà dei beni del compendio dell’ex-ferrovia “Pisa-Calambrone-Livorno” dismessa nel 1960. L’atto, datato 21 dicembre 2011, sancisce l’accordo raggiunto tra Stato, Provincia di Pisa, Provincia di Livorno, Comune di Pisa e Comune di Livorno con cui si supera una situazione di comproprietà che di fatto si era venuta a creare su parte dei beni, prevedendo una ripartizione chiara degli immobili e dei diritti di credito esistenti.

A presentare i contenuti dell’accordo oggi nella sala consiliare della Provincia di Pisa, l’assessore provinciale Nicola Landucci, l’assessore del Comune di Pisa Andrea Serfogli, l’assessore del Comune di Livorno Valter Nibbiai, il direttore dell’Agenzia del Demanio Toscana-Umbria Stefano Lombardi e l’incaricato della gestione provvisoria dei beni l’ingegnere Giuseppe Taddei.

Il vantaggio immediato derivante dalla sottoscrizione dell’atto risulta essere l’incremento patrimoniale per lo Stato e i quattro enti che hanno potuto acquisire ai rispettivi patrimoni immobiliari i beni loro assegnati in proprietà esclusiva, con il conseguente poter di avviare una concreta ed efficace gestione degli stessi.

Gli immobili coinvolti, tra cui stazioni, fermate, case cantoniere, fabbricati tecnici, terreni, hanno un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro, tra Demanio dello Stato (per un valore di 6.438.063 euro) ed enti locali (per un valore di 5.655.400 euro).

Entrano così a far parte del patrimonio degli enti locali i seguenti beni:

- 6 stazioni (S. Antonio, San Piero, Marina di Pisa, Tirrenia, Barriera Garibaldi, Barriera Margherita);
- 2 case cantoniere  nel Comune di Livorno; 
- 1 edificio tecnico (scalo merci  Livorno).            

Con la seguente ripartizione:

Provincia di Pisa

Fabbricati e sedime area S. Antonio/Battisti (escluso fabbricato di residenza su via Battisti)

1.470.800 euro

Comune di Pisa

Stazioni di S. Piero, Marina di Pisa, Tirrenia

1.975.100 euro

Provincia di Livorno

Stazione di Barriera Garibaldi; case cantoniere Ponte dei Navicelli e via da Verrazzano; scalo  e magazzino merci via da Verrazzano/via Sauro

1.061.500 euro

Comune di Livorno

Stazione di Barriera Margherita

1.148.000 euro

 

Ai quattro enti viene, inoltre, attribuito l’intero importo dei crediti derivanti da precedenti atti di alienazione ed esproprio, per un importo complessivo di 102.122,91 euro.

Entrano invece a far parte del patrimonio dello Stato i seguenti beni:

- 3 stazioni (Stazione Baleari, Stazione delle Colonie e Stazione Villa Rosa);
- 8 case cantoniere; 
- 1 fabbricato di residenza (Pisa, via Cesare Battisti);
- 1 edificio tecnico.      

E inoltre vari appezzamenti di terreno costituenti porzioni della ex tranvia, oltre aree di pertinenza delle ex stazioni, tutti situati lungo il vecchio tracciato della ferrovia. Lo Stato potrà così assumere in consistenza e provvedere alla messa a reddito e alla valorizzazione dei beni acquisiti.

E’ un passaggio storico per gli enti coinvolti - hanno sottolineato all’unisono l’assessore provinciale Landucci e l’assessore Serfogli - da questo momento, con la piena disponibilità dei beni, in gran parte nella memoria storica della nostra comunità, ci assumeremo la responsabilità di conservarli e valorizzarli, anche in relazione ai progetti attorno alla “Sesta porta” o per esempio riguardo piste ciclo-pedonali e busvie”.

Soddisfatto anche il direttore dell’Agenzia del Demanio Stefano Lombardi che ha ricordato come la parte del compendio rimasta allo Stato possa in futuro essere acquisita dagli enti locali per effetto del federalismo demaniale.

Infine, l’assessore al Comune di Livorno Valter Nibbiai ha rimarcato come la scelta nel 1960 di interrompere il servizio del “trammino” sia “motivo di recriminazione alla luce delle scarse risorse finanziarie pubbliche odierne per un’eventuale e auspicata riattivazione del servizio”. “Avere una linea di quel tipo oggi - ha concluso - sarebbe stato utile al nostro territorio, che sconta carenze in questo settore strategico infrastrutturale”.


UN’ATTESA DURATA 51 ANNI

I fabbricati realizzati a servizio della linea erano costituiti dalle due stazioni di testa (Pisa e Livorno), dalle stazioni di transito (San Piero, Marina di Pisa, Tirrenia, Calambrone, Livorno Garibaldi), nonché da una serie di edifici (case cantoniere semplici e doppie) distribuiti sul tracciato al fine di assolvere la duplice funzione di fermata e di base per la manutenzione della linea stessa. Completavano il compendio ferrotranviario una serie di piccole costruzioni di corredo adibite a ritirate (bagni pubblici) ed un fabbricato realizzato come scalo industriale e con finalità puramente tecniche. Le case cantoniere erano destinate principalmente all’abitazione del custode e servivano alla manutenzione della linea.

La concessione aveva una durata di 70 anni, a decorrere dalla data del Decreto Reale di approvazione ovvero con scadenza il 20.01.1999, decorso il quale termine la parte concessionaria avrebbe consegnato allo Stato in buono stato di manutenzione e di conservazione tutte le opere costituenti la ferrovia e sue dipendenze.

In realtà, con l’interruzione del servizio nel 1960 e la sua sostituzione con quello stradale, sempre gestito dal "Consorzio Ferrotranviario tra le amministrazioni provinciali e comunali di Pisa e Livorno", si era aperto il problema di compensare gli enti locali per il mancato completo sfruttamento dell’investimento realizzato, attribuendo intanto al Consorzio l'obbligo di provvedere alla custodia degli impianti e dei materiali.

Con il termine della concessione settantennale e in particolare con la liquidazione del Consorzio Ferrotranviario (31.07.1999) la custodia e la gestione dei beni dell’ex ferrovia è stata continuata in via provvisoria dai 4 enti locali nelle more della definizione dei rapporti patrimoniali con lo Stato, che si è appunto concretizzata, dopo un iter oggettivamente molto complesso di natura transattiva, con la stipula tra l’Agenzia del Demanio di Firenze e le Province ed i Comuni di Pisa e di Livorno della Convenzione n. 467 del  21 dicembre scorso.

 

 

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