Aggressione nel carcere Don Bosco: detenuto ferisce un poliziotto

Donato Capece, dopo l'ennesimo episodio di violenza, chiede un intervento da parte delle istituzioni: "Perchè non dotare gli agenti della Penitenziaria di taser e spray al peperoncino?"

(foto d'archivio)

Ancora un poliziotto aggredito in un carcere toscano, stavolta a Pisa. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. "Ieri (29 agosto, ndr), intorno alle 15, un detenuto di origine tunisina, ristretto per reati diversi tra cui spaccio di sostanze stupefacenti, ha aggredito un agente di Polizia dapprima scaraventandogli un carrello d'acciaio addosso e poi colpendolo al volto - denuncia Capece - solo il concomitante intervento di altri operatori di Polizia ha scongiurato il peggio. Il collega, prontamente soccorso, è stato trasportato in ospedale per le cure del caso. E' stato poi dimesso con la prognosi di alcuni giorni e con un presidio medicale per il trauma fisico riportato”.  

Amara la riflessione del SAPPE: “Purtroppo la Polizia Penitenziaria della Toscana è costantemente esposta a troppi rischi di questo tipo e per far fronte a queste criticità ci vorrebbe un'adeguata quantità di personale per favorire e promuovere l'osservazione e la rieducazione, garantendo allo stesso tempo l'ordine, la sicurezza e la tutela dei poliziotti - spiega Capece - pertanto auspichiamo la massima attenzione da parte dell'amministrazione penitenziaria e dagli organi di governo. Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità delle carceri toscane e le conseguenti pericolose condizioni di chi vi lavora, in primis appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

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“Ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre - denuncia Capece - ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. E’ mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola 'taser' e spray al peperoncino?”. 

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