Rom, allacci abusivi a Coltano: "E' la politica del Comune a creare illegalità"

Secondo le associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa è la stessa azione dell'amministrazione comunale a costringere le famiglie sgomberate dalla Bigattiera a cercare altre sistemazioni di fortuna, visto che non è stata data un'alternativa abitativa dignitosa

Provenivano dal campo della Bigattiera i due capofamiglia denunciati domenica dai Carabinieri con l'accusa di aver rubato la corrente elettrica nel campo nomadi di Coltano, dove si erano stabiliti dopo lo sgombero dell'area sul litorale. E subito scoppia una nuova bufera sulle soluzioni abitative date ai rom dell'ormai ex campo della Bigattiera. "Dobbiamo constatare che le soluzioni e le alternative decantate dall’assessore Capuzzi non ci sono mai state: il Comune ha infatti sbattuto per strada, senza alcuna ipotesi di ricollocazione, gran parte delle famiglie in regola col permesso di soggiorno. E poiché le bugie hanno le gambe corte, veniamo a scoprire che 'l’alternativa abitativa' suggerita dall’assessore ad alcuni nuclei era una soluzione finta, priva di sostanza e soprattutto a scadenza - attaccano da Africa Insieme e Progetto Rebeldìa - come si può pretendere di aver dato una soluzione alternativa dignitosa quando si sono fatti alloggiare appena tre famiglie, per un totale di 18 persone, in tre roulotte a Coltano, senza corrente elettrica e acqua?".

"Ci paiono irresponsabili le dichiarazioni del prefetto, che tramite social network stigmatizza il comportamento 'abusivo' dei rom senza contestualizzarlo nella situazione che lui stesso ha contribuito a creare - proseguono - se decine e decine di persone, molte delle quali minori, vengono private da un giorno all’altro delle loro precarie abitazioni, dove si pensa che vadano? E’ evidente che cercheranno altre sistemazioni di fortuna, sempre più precarie e pericolose, e naturalmente 'abusive' (per usare la terminologia spiccia di un funzionario dello Stato, che dovrebbe esprimersi in modo più consono al suo ruolo)". Secondo Africa Insieme e Rebeldìa "il prefetto dovrebbe essere super partes, e non dovrebbe avallare generalizzazioni umilianti nei confronti di un particolare gruppo o comunità. Ancora più sconcertanti sono le sue affermazioni, se confrontate al pesante silenzio riguardo ai recenti accertamenti di reato che fanno aleggiare sopra la città l’ombra delle infiltrazioni mafiose (indagini che coinvolgono l'imprenditore Bulgarella, ndr). Dove sono il rispetto delle regole e della legalità quando si tratta di accertare gli abusi dei grandi costruttori della città?".

"Sempre a proposito di legalità - aggiungono ancora - ci chiediamo perché a fare sopralluoghi presso il campo rom siano stati per primi i Carabinieri e non gli assistenti sociali: la legge prevede infatti, quando vi sono minori, che siano attivati in primo luogo i servizi sociali. Invece a Pisa si preferisce negare la possibilità di avere un allaccio alla rete idrica ed elettrica, ancorché temporaneo, per poi ringraziare senza vergogna chi interviene con le denunce. Ci pare evidente che il primo responsabile di quella situazione di pretesa 'illegalità' è il sindaco Filippeschi che ha firmato l'ordinanza di sgombero dalla Bigattiera prima che fosse predisposta per ciascuna famiglia una adeguata alternativa".

"Il copione dell'amministrazione è chiaro, esattamente come per il campo della Bigattiera, dove staccò l'acqua e la luce per poi intervenire con le ruspe per sanare una situazione critica. Così sembra volersi ripetere a Coltano, con l’aggravante che questa volta è il Comune stesso ad aver messo le famiglie in un campo senza acqua e luce". Le associazioni chiedono infine che il Comune si faccia carico di dotare immediatamente il campo di Coltano di acqua e luce, prolunghi il permesso di stazionamento delle roulotte e avvii da subito un percorso per aiutare le famiglie, sgomberate dalla Bigattiera a trovare al più presto una sistemazione abitativa dignitosa.

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