Appello della Società dei Territorialisti/e Onlus contro il rafforzamento della base di Camp Darby

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Abbiamo appreso con preoccupazione nei giorni scorsi che a Pisa, nel territorio del Parco di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, sarà realizzata una nuova linea ferroviaria che raggiungerà la base militare americana di Camp Darby, con l’approvazione del Ministero della Difesa italiano che la ritiene un’opera necessaria perché dettata da non chiare esigenze di sicurezza pubblica.
La realizzazione della linea ferroviaria ha l’obiettivo dichiarato di trasferire il trasporto di armi dalla gomma al treno, con un investimento di 45 milioni di dollari da parte del governo americano. Si tratta di un impegno finanziario considerevole dal quale si deduce che in accordo col governo italiano la base militare verrà potenziata anziché procedere verso una sua auspicabile riconversione ad usi civili, come da più parti richiesta.
Il progetto appare pericoloso anche dal punto di vista ecologico. L’opera infatti prevede la realizzazione di interventi fortemente impattanti: una nuova linea ferroviaria di collegamento fra la stazione di Tombolo e la base, un nuovo terminale di 18 metri di altezza, un ponte girevole sul Canale dei Navicelli, un ulteriore terminal destinato a funzioni di controllo e sicurezza e infine l’ampliamento del molo “Tombolo Dock”.
Sappiamo che l’Ente Parco Regionale Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli ha espresso parere contrario alla realizzazione dell’opera, per gli ovvi impatti ambientali che questa determinerà. Le funzioni ecologiche dell’area ne risulteranno infatti indebolite e la struttura ambientale con i suoi fragili equilibri subirà contraccolpi pesanti nonostante gli interventi di mitigazione e le compensazioni previste.
Come esponenti della Società dei Territorialisti e delle Territorialiste non possiamo che avversare un progetto che non tiene conto del valore patrimoniale del bene comune territorio come sistema vivente ad alta complessità e come risorsa collettiva, un impegno che conferma e rafforza la strategia di un uso del territorio a scopo militare che di fatto costituisce un “esproprio” (economico, ambientale, sociale) ai danni della comunità locale.
Per questi motivi riteniamo profondamente sbagliata la strategia di rafforzamento delle potenzialità di stoccaggio e trasporto di armi nella base militare statunitense di Camp Darby con la realizzazione di opere ad alto impatto ambientale e paesaggistico che per oscure ragioni di sicurezza pubblica potranno superare il parere contrario del Parco e di ampi settori della comunità locale.
Auspichiamo pertanto che tutte le istituzioni interessate esprimano la loro contrarietà alla realizzazione della linea ferroviaria e si adoperino per una seria inversione di tendenza verso una progressiva smilitarizzazione della base militare, nel rispetto della tradizione di pace della regione Toscana e dell’articolo 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra come soluzione alle controversie internazionali.

I componenti del nodo toscano SdT

Monica Bolognesi, Alberto Magnaghi, Daniela Poli, Giuseppe Pandolfi, Ilaria Agostini, Rossano Pazzagli, Maddalena Rossi, Maria Rita Gisotti, David Fanfani, Claudio Saragosa, Elisa Butelli, Sara Giacomozzi, Maurizio Andruetto, Leonardo Rombai, Paolo Baldeschi, Angelo M. Cirasino, Gabriella Granatiero, Alexander Palummo, Daniele Vannetiello, Tiziana Nadalutti, Alberto Ziparo, Massimo Rovai, Franca Canigiani, Lucia Carle

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