Alimentari e minimarket chiusi alle 21: il Consiglio Comunale vota 'sì' alla mozione

Il testo è stato approvato con il voto favorevole di Lega, Forza Italia, Nap-FdI, Gruppo Misto e Patto Civico. Ecco cosa prevede il documento

Minimarket e alimentari chiusi alle 21. E' quanto chiede, in sostanza, la mozione approvata ieri, martedì 16 aprile, dal Consiglio Comunale di Pisa con i voti favorevoli di Lega, Forza Italia, Nap-FdI, Gruppo Misto e Patto Civico. Nello specifico il documento impegna il Sindaco e la Giunta "a mettere in campo tutte le azioni necessarie per attuare una limitazione serale delle attività e inquadrare le ore 21 come orario di chiusura degli esercizi di vicinato del settore alimentare o misto, delle attività di produzione e vendite artigianali di prodotti di alimentari non tipici del nostro territorio" invitando poi l’amministrazione comunale "a redigere un apposito regolamento nel quale sono presenti i presupposti indicati".

"Il provvedimento - ha affermato la vicecapogruppo della Lega Annalisa Cammellini presentando la mozione - ha le sue basi normative nel decreto sicurezza di Salvini, nel quale si pone molta attenzione sulle misure di emergenza che si possono adottare per limitare alcuni fenomeni come quello del degrado urbano. Come sapete le nostre priorità sono quelle della sicurezza e del decoro e il documento che presentiamo oggi è un ulteriore forma di contrasto alla malamovida, in particolare nel centro storico".

Il documento ha provocato le proteste di gran parte delle minoranze. "La mozione - ha sottolineato il consigliere del PD, Matteo Trapani - non ha nessun presupposto legislativo e anzi va contro quelli che sono i poteri di un sindaco e di una Giunta. L'ordinanza è sempre una misura di urgenza e deve quindi essere limitata nel tempo: qui si chiede addirittura di inserire la proposta in un regolamento". Nel mirino anche il concetto di 'tipicità' con i consiglieri di M5S, Diritti in Comune e PD che hanno a più riprese sottolineato come il testo non chiarisca che cosa si intenda per 'prodotto tipico del nostro territorio'. "La piadina è un prodotto tipico del nostro territorio? E la pizza? Il sushi? Come andate a spiegarglielo a queste attività che dovranno chiudere alle 21?" 

Secondo le opposizioni il vero obiettivo della giunta sarebbe quello di far chiudere alle 21 minimarket e kebab. Insomma "un atto di razzismo istituzionale", come lo ha definito il consigliere di Diritti in Comune, Ciccio Auletta. Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore al Commercio, Paolo Pesciatini. "Nel lavoro che sto portando avanti - ha detto Pesciatini - il concetto di 'tipicità' è legato al protocollo 'Vetrina Toscana' a cui gli esercenti possono aderire. Non c'è discriminazione quando si vogliono tutelare le tipicità di un territorio".

Più articolata la posizione di Patto Civico con il capogruppo, Antonio Veronese, che pur sedendo tra i banchi dell'opposizione ha votato 'sì' alla mozione. "Il centro storico - ha detto Veronese - non ne può più di tutta una serie di situazioni. Le regole devono valere per tutti e questo documento va perfezionato. Ma voto favorevolmente perchè va nella direzione che auspico, quella di dare delle regole". Secondo Veronese "dovrebbe essere vietata la vendita di alcol dopo le 21 a tutti gli esercizi di vicinato, indipendentemente dalla loro natura". 

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