Gender nelle scuole: approvata la mozione a Calcinaia col 'coming out' del consigliere Tani

La mozione è volta a favorire l'inserimento di un approccio di genere con progetti e iniziative nelle scuole di Calcinaia. Durante la discussione anche l'annuncio del consigliere Flavio Tani della propria omosessualità. Critico il comitato no gender

Nel consiglio comunale di giovedì a Calcinaia è andata in discussione ed è stata approvata la mozione, già avversata dai comitati per la famiglia tradizionale, per l'attivazione nelle scuole del territorio di corsi, aggiornamenti professionali e progetti per la "costruzione di identità di genere, l'uso di un linguaggio non sessista e la prevenzione delle discriminazione di genere".

Durante il dibattito il consigliere proponente del gruppo 'Insieme per il bene comune' Flavio Tani, per rispondere alle motivazioni dei contrari al provvedimento, ha annunciato all'aula la propria omosessualità. Un modo per sottolineare l'importanza della questione, visto che ha spiegato il suo difficile passato che spera non si ripeta per altri bambini.

"La stampa ha dato risalto al coming out ma il vero problema non è questo - scrive in una nota il Comitato Famiglia Scuola Educazione Pisa - perché nessuno, ma proprio nessuno, dei molti genitori presenti ha anche solo battuto ciglio quando Tani ha parlato, trattandosi di questione del tutto personale".

I genitori presenti in aula erano e sono preoccupati perché "mentre con formula insieme suadente e generica si affermava di voler 'educare alle differenze' e di fare una battaglia di libertà, la si stava invece negando agli altri e cioè alle famiglie. La mozione infatti richiamava inequivocabilmente quell'ideologia di genere secondo cui si vorrebbero educare i bambini, fin da piccolissimi, ad una totale indifferenza nei comportamenti sessuali: in modo che poi, da grandi, fosse uguale innamorarsi di persona dello stesso sesso o di sesso diverso".

"Sono queste le parole - spiega il comitato - che compaiono sui libretti commissionati due anni fa dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ad un noto istituto medico di sessuologia. All'epoca, per le vibrate proteste, ne fu sospesa la diffusione. Questo infatti e non altro significa la 'lotta contro gli stereotipi' di cui si parla nella mozione".

Contenuti non adatti ai bambini per gli attivisti: "Nella stessa direzione vanno le direttive in materia di educazione sessuale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui, ai bambini da 0 a 4 anni dovrebbero esser date 'informazioni sulla gioia e il piacere nel toccare il proprio corpo e sulla masturbazione infantile precoce', mentre quelli da 4 a 6 anni debbono 'scoprire l'amore verso persone dello stesso sesso', e così via. Le molte mamme presenti in sala, molto preoccupate, non erano dunque della visionarie. L'amministrazione ed il Pd locale, che così le ha definite nel suo comunicato, non le hanno fatte parlare nemmeno per pochi minuti, come pure lo statuto comunale consentiva. Perché? Perché non hanno sospeso per soli pochi giorni la votazione dando luogo a quel pubblico dibattito che altri consiglieri comunali chiedevano? Se l'educazione alle differenze inizia così, forse, c’è poco di buono da sperare".

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