Spacciatori arrestati nella maxi-retata: il Riesame accoglie il carcere per 25 indagati

Il Tribunale del Riesame di Firenze ha accolto l'appello della Procura per la custodia cautelare in carcere delle persone fermate a dicembre nell'operazione 'Cavalieri 2018', destinatarie di divieto di dimora

Le piazze di spaccio di Pisa sono un contesto di una gravità tale da giustificare una misura cautelare in carcere. Il Tribunale del Riesame di Firenze ha accolto il ricorso fatto dalla Procura di Pisa sui provvedimenti previsti a carico degli indagati fermati nel contesto dell'operazione 'Cavalieri 2018', andata in scena in centro storico lo scorso dicembre. Il caso ha fatto scalpore sia per l'elevato numero di provvedimenti di arresto emessi, 27, ma anche perché nel giro di pochi giorni la gran parte degli stessi indagati è tornata libera con il divieto di dimora a Pisa

Come è noto sono poi i processi a stabilire le responsabilità penali personali dei singoli coinvolti, tuttavia per determinati motivi che valutano la gravità del caso, come ad esempio il pericolo di reiterazione del reato, è possibile che in attesa del giudizio venga disposta una misura cautelare restrittiva. Dopo che il Gip aveva previsto il divieto di dimora, ora il Riesame ha invece preferito un orientamento giurisprudenziale più rigido, confermando la custodia in carcere. Gli interessati possono opporsi entro 10 giorni in Cassazione. 

Ad annunciare la decisione del tribunale fiorentino è stato il Procuratore Capo di Pisa Alessandro Crini: "Ho tenuto a fare questa precisazione perché ci siamo battuti per il riconoscimento di questa previsione. L'operazione ha richiesto sforzi importanti, trovo giusto dare risalto a questi aspetti che avvalorano il lavoro svolto". Il magistrato ha spiegato anche le valutazioni che ha fatto il giudice delle libertà: "L'ordinanza valuta aspetti di abitudinalità dello spaccio, in un contesto che rappresenta un mercato costante, con una presenza sistematica di spacciatori. Supera quindi la precedente impostazione, che valutava in particolare la modica quantità di stupefacente per singola compravendita, aspetto che caratterizza una gravità minore del reato e quindi una minore necessità di tutela". 

Gli indagati coinvolti nel procedimento sono 25, di cui 10 sono già stati nuovamente arrestati per non aver rispettato il divieto di dimora a Pisa. E' tutto da vedere se gli indagati a piede libero possano ora venire rintracciati per la notifica del provvedimento e l'arresto. L'indicazione giurisprudenziale è comunque un segno della gravità della situazione. Da un lato ci sono i dati sui reati di Pisa e provincia, con il procuratore che ha parlato di un numero annuale di circa 600 arresti, che rappresentano i 2/3 di Firenze, il doppio di Lucca e Livorno, il triplo di Siena ed Arezzo. Al pari ci sono difficoltà operative, in quanto organizzare servizi di controllo come quello dell'operazione 'Cavalieri 2018' è difficile in un contesto di carenza di organici non solo delle forze dell'ordine, ma degli stessi uffici giudiziari. 

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