Arresto presidente Condotte, Auletta, Fattori e Sarti: "Nuove ombre su Tav e ospedale di Pisa"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

"L’arresto del presidente di Condotte, Duccio Astaldi, getta nuove ombre su alcune delle grandi opere ferme, o che attendono ancora di essere avviate, in Toscana, in particolare il nodo alta velocità di Firenze e il maxi lotto per l’ospedale di Pisa, appalto da quasi mezzo miliardo di euro". Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, e il consigliere comunale, a Pisa, Ciccio Auletta (Una città in Comune –Prc).

"In Toscana continua l’assordante silenzio dei sindaci di Pisa e di Firenze, e del presidente, Enrico Rossi, sulla situazione di Condotte, disastrosa tanto da un punto di vista finanziario, quanto di trasparenza", aggiungono i consiglieri. A inizio 2018, il tribunale di Roma ha accolto l’istanza di concordato preventivo presentato da Condotte che un mese fa si è vista comunque assegnare in via provvisoria il terzo lotto del nuovo Cisanello attraverso la controllata Inso.

"Non si capisce –continuano i consiglieri- quali possano essere le garanzie finanziarie di una società sull’orlo del fallimento. Per il nodo fiorentino della Tav, piove sul bagnato, visto che già nella Relazione di Gestione allegata al bilancio 2016, Nodavia (altra controllata di Condotte), si ammette che, addirittura, non ci sarebbero le coperture assicurative per gli eventuali danni collaterali alla realizzazione dell’opera".

"Ma a preoccupare ancora di più è l’aspetto della trasparenza e della legalità. Il gip di Messina ha arrestato, tra gli altri, Duccio Astaldi, per una presunta tangente per alcuni lotti della Siracusa-Gela. Già in tempi non sospetti avevamo posto seri dubbi sulla assegnazione a Condotte del lavori del People Mover, un'opera inutile e costosissima, la cui realizzazione è stata anch'essa travolta da una inchiesta che vede coinvolti i vertici della stessa società. Non si può più fare finta di nulla e girarsi dall'altra parte. Noi non lo abbiamo fatto e continueremo a porre sia in consiglio comunale sia in consiglio regionale il tema della legalità e della trasparenza nella assegna degli appalti", concludono Fattori, Sarti e Auletta.

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