Ricercato dal 2016: tradito da un cappuccino sulla costa livornese

L'uomo, un 41enne, era implicato nell'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Pisa che aveva permesso di sgominare un'organizzazione criminale

Era ricercato da ormai più di due anni dalla Polizia di Pisa che seguiva le sue tracce disseminate per i più disparati paesi europei, Grecia, Turchia, Spagna. Ma è stato tradito da un cappuccino. E' stato infatti notato da un investigatore della Squadra Mobile pisana, libero dal servizio, in un bar di Antignano, a Livorno. L'agente aveva indagato in passato sui suoi trascorsi di trafficante di droga e gli era apparso strano che si trovasse in stato di libertà.

In attesa di accertamenti più approfonditi sulla sua attuale situazione processuale, il poliziotto lo ha pedinato fino al suo domicilio. Così ieri mattina, 25 marzo, dopo ulteriori appostamenti, è scattato il blitz nella sua abitazione, poco distante dal bar nel quale era stato visto sorseggiare il cappuccino. A finire in manette un 41enne marocchino, A.M. le sue iniziali, coinvolto nell’operazione 'Family & Co' portata a termine nel 2016 dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Pisa, sotto le direttive della DDA di Firenze. La sua figura era spiccata poiché ritenuto persona scaltra e con enorme esperienza e dimestichezza nel traffico di hashish, dal quale ne traeva il soprannome 'sabona' in arabo 'saponetta', dalla particolare forma dei panetti della stessa sostanza. Ritenuto uomo di fiducia del principale indagato, più volte è risultato essersi sottratto ai controlli di Polizia, durante i quali non ha esitato al corpo a corpo con le forze dell’ordine.

L’operazione, all’epoca conclusasi con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di otto individui, aveva visto coinvolti a vario titolo tredici persone per aver partecipato all’organizzazione responsabile dell’importazione di enormi quantitativi di sostanze stupefacenti. Infatti, nel corso delle indagini, furono sequestrati oltre mille chilogrammi di hashish, più di due chili di cocaina e svariate decine di migliaia di euro in contanti.

Al termine degli accertamenti, A.M. è stato associato alla casa circondariale di Livorno.

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