Sgombero Bigattiera, Capuzzi: "Basta bugie: le associazioni potevano aiutare i rom"

L'assessore alle Politiche Sociali interviene sulla questione che ha visto Africa Insieme e Rebeldìa scagliarsi contro l'amministrazione comunale, colpevole, secondo le associazioni, di non aver offerto soluzioni abitative ai residenti del campo

Vuole ripristinare la verità dei fatti l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pisa Sandra Capuzzi dopo la richiesta delle associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa di ritirare l'ordinanza del sindaco che impone lo sgombero del campo rom della Bigattiera. Associazioni che secondo l'assessore avrebbero potuto fare di più in questi anni. "Come Comune abbiamo delle leggi da rispettare ma loro, come associazioni, sono più libere di agire e avrebbero potuto aiutare concretamente i residenti del campo: a quest'ora forse l'area sarebbe già stata liberata". Invece la questione 'Bigattiera' rimane un tema caldo e sempre attuale, soprattutto ora in cui si vocifera di uno sgombero imminente, forse già domani. "Io non so quando avverrà, gli accordi con il questore erano che sarei stata avvertita la mattina stessa dell'operazione - sottolinea Capuzzi - non sembrava uno sgombero così imminente, non so se sia cambiato qualcosa nel frattempo".

Attualmente sono 60 le persone che vivono nel campo, per le associazioni persone a cui non è stata fornita un'altra soluzione abitativa, per l'amministrazione comunale invece la scelta l'hanno avuta eccome. "Da settembre dello scorso anno come Società della Salute abbiamo convocato tutte le famiglie per capire quali erano i bisogni e le necessità, senza fare distinzione tra chi aveva il permesso di soggiorno e chi no. Abbiamo fatto un censimento degli immobili da poter offrire a chi era in regola con i documenti e molti hanno accettato - ricorda l'assessore - chi è ancora nel campo (le presenze sono scese dalle 130 alle 60 attuali, ndr) o non ha mai risposto alle convocazioni, ce ne sono state tre, oppure non ha i requisiti per poter usufruire di aiuti". Aiuti che in alcuni casi il capofamiglia gravato da precedenti penali non ha accettato per i suoi familiari. "La responsabilità penale è personale e noi abbiamo offerto soluzioni a donne e bambini, ma ci siamo sentiti rispondere che i rom non dividono le famiglie - spiega Capuzzi - mentre per quanto riguarda i minori, è vero che sono nati in Italia, ma la legge dice che fino a che non hanno 18 anni non possono richiedere la cittadinanza, noi non possiamo farci niente".

Ed è proprio il capitolo minori un altro nodo molto discusso nell'acceso dibattito sul campo della Bigattiera. "Nel campo attualmente ci sono 28 minorenni, ma 13 di questi hanno tra i 14 e i 17 anni e per la cultura rom sono praticamente già adulti, nella fascia 0-6 anni sono sette/otto, poi i restanti sono quelli che dovrebbero andare a scuola ma non si presentano alle lezioni - sottolinea Capuzzi - i genitori sono già stati denunciati più volte perchè non mandano i figli a scuola e non mi si venga a dire che è una questione di scuolabus, perchè sono tanti i bambini pisani che non utilizzano il pullmino e si fanno accompagnare dai genitori con l'auto. Anche i rom della Bigattiera hanno l'auto, ma quando fa comodo a loro non possono utilizzarla. Le associazioni, invece di strumentalizzare lo sgombero del campo dal punto di vista politico, perchè in questi anni magari non hanno cercato di ovviare al problema scuolabus, mettendone loro uno a disposizione? Ciò che mi fa più arrabbiare è l'utilizzo della chiusura del campo per attaccare l'amministrazione comunale". 

Infine c'è la 'famosa' mozione dell'agosto 2013 votata in Consiglio Comunale che prevedeva il ripristino di acqua, luce e scuolabus nel campo, un provvedimento che non ha avuto seguito.
"A settembre 2013 abbiamo mandato una squadra per ripristinare l'erogazione idrica - ricorda ancora Capuzzi - dopo due ore era sparito tutto, tubazioni, fontanelle. La spesa era stata di 25mila euro. Come potevamo spenderne altre 150mila per l'allaccio della rete elettrica quando poi in breve tempo avrebbero rubato i cavi di rame? Per me quella mozione è finita lì". "Purtroppo - conclude Capuzzi - molte delle persone che abitano nel campo hanno perso opportunità perchè hanno ascoltato le favole sui diritti che le associazioni come Africa Insieme e Rebeldìa hanno raccontato e ora siamo arrivati al necessario sgombero di un campo abusivo, che anche l'Asl ci ha imposto di chiudere".

VISITA CAMPO ROM. Intanto domani è in programma un sopralluogo della Commissione Politiche Sociali del Consiglio Comunale presso il campo. “Si tratta di un fatto politico di estrema rilevanza - così ha commentato Ciccio Auletta, capogruppo in Consiglio Comunale di Una città in comune-Prc - cui il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il prefetto e il questore non possono non tenere in considerazione. Sarebbe gravissimo che si procedesse allo sgombero prima di questo sopralluogo. La decisione è stata assunta nella giornata di ieri dalla Commissione Politiche Sociali con il voto contrario del capogruppo del Pd, Ferdinando De Negri, mentre le altre due rappresentanti del Pd, Veronica Fichi e Lisa Cioncolini, si sono, invece, astenute. Deve essere la politica  - conclude Auletta - e non le ruspe ad occuparsi dei bisogni di uomini, donne e bambini”. L'assessore Capuzzi a causa di impegni istituzionali non potrà partecipare alla Commissione e chiede, pertanto, il rinvio ad altra data.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Principio di incendio al Centro dei Borghi: evacuato

  • Lavoro: 16 assunzioni alla SEPI

  • Ciak si gira: a Pisa il via alle riprese della seconda stagione de 'L'amica geniale'

  • Si schianta con lo scooter contro un'auto: muore 21enne bagnino

  • Maltempo in Toscana: in arrivo piogge e temporali

  • Ragazzo cade dalle spallette sui lungarni

Torna su
PisaToday è in caricamento