Terricciola, multato perchè coltiva un campo: è vicino ad una strada comunale

Azienda agricola multata perché ha coltivato i terreni di proprietà che si trovano a confine con una strada comunale: Coldiretti chiede incontro e revisione regolamento rurale: “Regolamento in contraddizione con Pac”

Coltiva e tiene puliti i propri terreni ma la Polizia Locale lo multa. E’ accaduto a Terricciola dove la Polizia Locale del Comando Territoriale dell’Alta Valdera ha sanzionato con un verbale da 166 euro un’azienda agricola, colpevole di aver coltivato i terreni di proprietà che si trovano in prossimità di una strada comunale. Secondo il regolamento di polizia rurale (art. 5 “Terreni laterali alle strade”) è infatti, “proibito in prospicenza di strade comunali e vicinali ad opere pubbliche eseguire qualsiasi tipo di lavorazione del terreno a distanza inferiore a due metri dal limite superiore della scarpata, o in assenza di quest’ultima, di 2 metri dal limite interno della cunetta”. In pratica l’azienda agricola non può coltivare quella fetta di terreni di confine con la strada comunale e con la fossa di scolo delle acque meteoriche.

A raccontare la vicenda che rischia di creare un precedente, è Coldiretti che chiede spiegazioni all’amministrazione comunale, e soprattutto “migliorie alla normativa che così come scritta lascia un vuoto nella gestione del territorio”. “Si tratta di un caso limite, e la multa in sé è il minore dei problemi; ci troviamo di fronte ad un caso veramente anomalo con un’azienda agricola sanzionata perché tiene puliti coltivandoli i propri terreni - spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti - ci sono inoltre le motivazioni legate alla Pac: l’azienda rischia di perdere i contributi per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche previsti dalla condizionalità. Se non può coltivare quei terreni che sia previsto almeno un risarcimento in proporzione ai terreni non coltivati. C’è una contraddizione di fondo tra il regolamento e le regole della Pac”.

Inoltre il regolamento rurale non fa menzione di chi deve pulire quei “due metri” che dividono i terreni agricoli dalla strada comunale che senza l’intervento dell’azienda agricola rischiano di diventare muri di rovi ed erbacce infestanti. Non è comunque intenzione di Coldiretti, tiene a precisare l’organizzazione agricola, creare tensioni con l’amministrazione comunale di Terricciola. “Crediamo sia necessario rivedere quel regolamento perché l’azienda agricola ha sempre avuto un ruolo di custode nella gestione del territorio - spiega ancora Filippi - meglio un terreno coltivato e pulito che un terreno abbandonato. Le amministrazioni dovrebbero premiare le imprese agricole che tengono puliti i propri terreni piuttosto che sanzionarle”. Coldiretti è pronta ad un incontro con gli uffici di competenza: “Siamo a disposizione per un confronto - conclude - quel regolamento va rivisto. Le aziende agricole possono diventare uno strumento importante per le amministrazioni comunali al contrario di come sono percepite in questo regolamento”.

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