Bambina morta a Calambrone, la Sds conferma: "Non sapevamo che Samantha vivesse lì"

La presidente Capuzzi ribadisce quanto già sottolineato dopo la notizia della morte della bambina. L'immobile è di proprietà comunale ma una controversia con il precedente gestore avrebbe impedito di effettuare qualunque tipo d'intervento per evitare nuove occupazioni

L'abitazione in cui viveva la piccola Samantha

Una ulteriore conferma arriva dalla Società della Salute dopo le voci che in realtà i servizi sociali conoscessero la situazione in cui viveva la bambina di tre anni morta a Calambrone in una ex pizzeria dismessa lungo viale del Tirreno.
“Situazione completamente sconosciuta ai servizi sociali: l’amara verità, dopo ulteriori verifiche, è che nessuno aveva mai segnalato alla Società della Salute che in quella baracca di Calambrone, da diversi mesi, viveva un bambina di tre anni con la madre e il patrigno”. Questo quanto afferma la presidente della Società della Salute Sandra Capuzzi a cinque giorni dalla tragedia costata la vita alla piccola Samantha: le nuove e approfondite verifiche fatte dalla SdS escludono che del caso siano mai stati investiti i servizi sociali. Una ulteriore conferma a quanto già sottolineato nell'imminenza della tragedia. “Lo ribadiamo solo per fare chiarezza rispetto ad alcune voci che sono circolate negli ultimi giorni - spiega Capuzzi - è vero che nell’immobile, cinque anni fa, viveva anche un congiunto del patrigno (il 33enne serbo finito in manette, ndr), al tempo minorenne, nei cui confronti è stato fatto un intervento di reinserimento sociale attraverso l’affidamento ad un’associazione, ma all’epoca la piccola Samantha, che si è trasferita a Pisa da una decina di mesi, non era neppure ancora nata. Da allora non abbiamo saputo più nulla”.

L’edificio in cui viveva il nucleo familiare, che fino al 2002 ha ospitato una pizzeria, è di proprietà dell’amministrazione comunale ma Palazzo Gambacorti non può materialmente entrarne in possesso dal 2009: "da sei anni, infatti - fanno sapere dal Comune - l’immobile è al centro di una controversia con l’ultimo gestore, vicenda che ancora attende di essere decisa e che ha reso impossibile qualsiasi tipo d’intervento volto ad evitare nuove occupazioni".

INDAGINI. Intanto proseguono le indagini per chiarire cosa ha ucciso la piccola Samantha. L'autopsia ha infatti escluso la presenza di lesioni interne che possano aver provocato la morte della bambina, dunque saranno necessarie altre analisi. Un nuovo sopralluogo nella baracca dove viveva la bimba ha portato al rinvenimento di una fibbia, con la quale probabilmente il patrigno picchiava la bambina, una fibbia che l'uomo ha cercato di far sparire in un braciere, ma che i Carabinieri hanno ritrovato.

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