Barca diretta a Marina di Pisa si incaglia alla Meloria: è mistero

Soccorso un cittadino francesce. Indagini della Capitaneria di porto: non si esclude che l'imbarcazione potesse essere usata per traffici illeciti

Un episodio con molti aspetti che restano ancora da chiarire. La Guardia Costiera di Livorno sta svolgendo indagini su un'imbarcazione, con a bordo una persona, che si è incagliata sugli scogli della Meloria. L'uomo, un 51 enne francese, è stato messo in salvo dalla stessa autorità portuale che, nella prima mattinata di oggi, 15 gennaio, aveva ricevuto una segnalazione da un cittadino pisano, il quale aveva riferito di aver ricevuto da un suo amico un sms con la richiesta di soccorso.

L'intervento della motovedetta ha permesso di mettere in salvo lo straniero. L'uomo ha raccontato ai militari di provenire dalla Sardegna, di essere diretto al porto di Marina di Pisa, che la propria barca a vela era affondata e di essersi salvato solo grazie al tender (un gommone ndr). Poco prima, però, i militari avevano accertato la presenza dell’imbarcazione ('Le Chien', questo il suo nome) incagliata sugli scogli della Torre della Meloria.

Un’altra motovedetta, con a bordo personale subacqueo specializzato, si è quindi diretta nella zona del naufragio per verificare l’eventuale presenza di inquinamenti e accertare le condizioni dello scafo. I rilievi non hanno evidenziato alcuna forma di inquinamento, ma la presenza di un grosso squarcio sulla murata di sinistra dell’imbarcazione. La Capitaneria di porto fa sapere "di aver notificato formale diffida alla rimozione del relitto al comandante e proprietario dell’imbarcazione e che tutte le successive attività di recupero saranno costantemente e attentamente monitorate anche in considerazione del pregio naturalistico della zona teatro del sinistro, ricadente nell’area marina protetta delle Secche della Meloria".

Le indagini intanto proseguono "per accertare la dinamica e le eventuali responsabilità dell’evento e soprattutto per chiarire i motivi per i quali il naufrago abbia nell’immediatezza tenuto a specificare che la propria unità fosse affondata. Gli uomini della Capitaneria di porto stanno eseguendo ulteriori attività investigative per chiarire come mai l’uomo stesse navigando con le vele bordate in un’area dove la navigazione è vietata e per escludere che l’unità potesse essere impiegata per traffici illeciti".

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