Memoria: prosegue la polemica sulla messa in scena di 'Bent'

Ad essere contrario alla scelta anche il comitato 'Difendiamo i nostri figli' che sottolinea il diritto dei genitori di esprimersi sull'offerta formativa incentrata su tematiche particolarmente sensibili. Lanciata intanto una petizione online

Non si placa la polemica sullo spettacolo 'Bent' che andrà in scena giovedì 26 gennaio al Teatro Verdi nell'ambito del cartellone di appuntamenti legati al Giorno della Memoria. La rappresentazione vedrà in platea gli studenti di molte scuole pisane, una scelta che ha sollevato le critiche del comitato 'Famiglia Scuola Educazione' che giudica i temi trattati non adatti ad un pubblico di adolescenti. Ne è seguita la risposta della professoressa Micaela Frulli, docente di Diritto internazionale all'Università di Firenze, e di Silvano Patacca, direttore artistico della stagione teatrale del Verdi.

Arriva ora una nuova protesta da parte del comitato 'Difendiamo i nostri figli' - sezione di Pisa, che fa presente la necessità di chiedere il consenso della famiglia su tematiche particolarmente sensibili.

"Dietro presunte finalità educative, i ragazzi saranno esposti a una storia violenta che parla di rapporti omosessuali, omicidi, suicidio e perfino atti di necrofilia, per di più compiuti verso una bambina - sottolineano dal comitato - ai genitori interessati non sono stati presentati adeguatamente i contenuti dell'opera, in modo da poter scegliere se aderire o no, consapevolmente, all'iniziativa. Ci sono fondati dubbi che lo spettacolo, nonostante denunci abominevoli pratiche condotte dai nazisti, venga utilizzato ai fini di proporre visioni di parte su temi educativi sensibili e delicatissimi discriminando le scelte educative delle famiglie, e 'usando' il Giorno della Memoria, che deve essere onorato senza strumentalizzazioni ideologiche di alcun tipo".

"Riteniamo indispensabile individuare modalità adeguate e condivise con le famiglie per ricordare degnamente alle giovani generazioni, tutti coloro che drammaticamente sono state vittime della follia nazista nei campi di sterminio - affermano ancora dal comitato 'Difendiamo i nostri figli' - è indispensabile perseguire la denuncia e la prevenzione di qualsiasi forma di violenza in base a differenze religiose etniche o a tendenze sessuali ma senza calpestare le sensibilità di ragazzi minorenni e il diritto educativo delle famiglie".

Il comitato evidenzia infine la necessità:
- del riconoscimento ufficiale dell'uso del Consenso Informato Preventivo (NOTA 4321 del 06 – 07 – 2015) che ogni scuola deve richiedere per garantire che sui temi educativi sensibili e controversi la famiglia possa liberamente esprimere, il proprio consenso o dissenso (nota Prot. AOODPIT n. 1972 del 15/09/2015), ordine a proposte educative su temi sensibili e divisivi, illustrate dettagliatamente in contenuti e metodologie didattiche;

- la possibilità di esonerare i propri figli da percorsi educativi non condivisi;

- l’offerta di attività alternative nel caso che tali attività controverse siano svolte in orario normale delle lezioni, per garantire agli studenti il diritto allo studio;

- si stabiliscano principi condivisi secondo cui le scuole selezionino con accuratezza i programmi educativi proposti ai ragazzi, respingendo contenuti critici o pericolosi;

- il coinvolgimento nella progettazione delle attività dei genitori disponibili, dei loro rappresentanti e delle loro associazioni;

- a garanzia del pluralismo educativo/culturale nelle scuole (art. 33 della Costituzione), la tutela della libertà di insegnamento dei docenti, la libertà educativa delle famiglie (art.30 della Costituzione) nonché il diritto all’apprendimento degli allievi (Legge 59 1997, art. 21, 9); per realizzare una reale ed efficace alleanza tra scuole e famiglie del territorio.

PETIZIONE ONLINE. Intanto martedì su CitizenGo è stata lanciata una petizione online per chiedere la sospensione della messa in scena dello spettacolo in programma al Teatro Verdi. Centinaia coloro che hanno firmato.

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Commenti (3)

  • Genitori che difendono il loro diritto di far diventare omofobi anche i propri figli. Commovente.

    • Quanti paroloni quando non si hanno argomenti validi da contrapporre al fatto che la procreazione e' possibile solo con la famiglia naturale. Omofobi ? Sempre meglio che essere contro la famiglia, ovvero "Familofobi"

  • Non mandate i vostri figli allo spettacolo, la protesta e' l'unico modo civile e lecito di difendersi dall'arroganza e dalla violenza educativa di certi soggetti.

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