Bilancio consuntivo 2016, l'assessore Serfogli: "Conti in ordine"

Continua a calare il debito del Comune, che scende sotto i 30 milioni di euro. Bene anche i pagamenti alle imprese, nel primo trimestre 2017 si liquida in circa 29 giorni dalla fattura

Da sinistra il dirigente dei Servizi Finanziari Claudio Sassetti e l'assessore Andrea Serfogli

Numeri confortanti per la salute dei conti pisani quelli presentati dall'assessore Andrea Serfogli per il bilancio consuntivo 2016. Costante la riduzione annuale del debito, che si riduce a 29,7 milioni di euro, quando nel 2003 era pari a 138 milioni. Al netto degli accantonamenti il risultato di amministrazione è di 20 milioni di euro, di cui 8,2 già vincolati per interventi (ad esempio derivanti dalla tassa di scopo per il sottopasso di Putignano), 7,5 destinati ad investimenti e 4,3 milioni disponibili.

"Sono risorse - spiega un soddisfatto Serfogli - che fanno parte del sistema, previste, che verranno reimpiegate nella variazione di bilancio che seguirà l'approvazione dello stesso (dovrebbe andare in discussione il prossimo 27 aprile ndr). Mi preme sottolineare che le previsioni fatte lo scorso anno nel preventivo si sono nella sostanza confermate, dimostrando la solidità finanziaria del Comune".

Fra gli elementi di salute c'è il tempo di pagamento alle imprese. "Siamo sempre stati sui circa 32 giorni dall'emissione della fattura - prosegue l'assessore - ed ora, dal primo trimestre 2017, siamo sui 29 giorni. Un bel risultato se si pensa che ci sono molti comuni che superano i 60. Ciò influisce anche sulla competitività del territorio". Cresce anche il fondo cassa, dai 41 milioni del 1° gennaio ai 48,5 del 31 dicembre 2016.

ENTRATE

Le entrate correnti del Comune si attestano sui 135 milioni (le spese sui 108). Poche le variazioni sul gettito previste. "Ci aspettavamo minore incidenza dal recupero dell'evasione, dei 3,3 milioni previsti ne sono arrivati 5,6. Lo stesso vale per la tassa di soggiorno, 1,6 milioni previsti, 1,9 entrati". Le due voci principali delle entrate comunali sono Imu, 30,5 milioni che diventano 37 circa al netto dei trasferimenti statali e la Tari, che vale 28,5 milioni.

Sempre fra le entrate, questa volta extratributarie, spiccano i proventi da beni e servizi, fra cui locazioni e canoni (15 milioni) e le sanzioni amministrative e codice della strada. In quest'ultimo settore, a fronte di un aumento delle multe, calano gli introiti. Sono 4,3 i milioni incassati (di cui il 50% va in manutenzioni stradali), 900mila euro in meno del 2015. "C'è una tendenza a non pagare - conferma Serfogli - la cifra è pari al 40% di quanto sanzionato. Si deve anche allo sconto previsto se si paga tempestivamente, ma questi c'è dal 2013. Si deve rilevare come molti di quelli che pagano sono stranieri". Un milione di euro in meno anche dagli oneri di urbanizzazione (da 3,7 a 2,7), segno che la crisi del mercato immobiliare si fa ancora sentire (anche se nel 2014 gli introiti erano comunque 2,7 milioni).

SPESE

Come anticipato, le spese correnti del Comune di Pisa si attestano sui 108 milioni di euro. La prima voce è rappresentata dall'acquisto di beni e servizi, 60 milioni di euro, fra cui rientrano la gestione dei rifiuti (27,8 milioni), il trasporto pubblico locale (8,5 milioni), i servizi del sociale con i trasferimenti alla Società della Salute (6,4 milioni).

Il lavoro dipendente si attesta sui 28,6 milioni. Si tratta di 698 persone di ruolo e 26 non di ruolo, per un totale di 724 lavoratori. Serfogli: "Cercheremo di non scendere da questo numero. Ci saranno alcune assunzioni, ma con il turn over attuale al 75% si perde comunque un lavoratore su 4, è una previsione che si sussegue nella legge di stabilità ormai da tempo, da prima di Monti. Sarà importante mantenere l'efficienza degli uffici per continuare a seguire i tanti progetti in corso di realizzazione".

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