Campi nomadi, Africa Insieme e Rebeldia: "Perchè i controlli continui della Polizia?"

Le due associazioni si chiedono il motivo dei numerosi blitz nei campi nomadi, considerati un'inutile vessazione per i rom, e ricordano la mozione approvata un anno fa dal Consiglio Comunale che impegnava il sindaco a ripristinare acqua, luce e scuolabus nel campo della Bigattiera

(foto d'archivio)

Progetto Rebeldia e Africa Insieme tornano ad affrontare la questione dei campi nomadi pisani, oggetto nei giorni scorsi di appositi controlli da parte delle forze dell'ordine. "Nei giorni scorsi - affermano le due associazioni - abbiamo assistito all’ennesima campagna di stampa contro i rom del campo della Bigattiera. Stavolta, ad accendere la miccia sono stati dei 'controlli straordinari' di Polizia nell’insediamento, a seguito dei quali, così si apprende dalla stampa, sarebbero stati identificati alcuni stranieri irregolari, e sarebbero stati disposti alcuni decreti di espulsione".

"Ci chiediamo anzitutto che cosa significhi l’espressione 'controlli straordinari' proseguono da Africa Insieme e Rebeldia - se vi sono delle indagini in corso, come noto, la Magistratura può legittimamente autorizzare perquisizioni domiciliari. In assenza di un provvedimento del giudice, però, i continui 'blitz' nei campi si configurano come un’inutile vessazione: perché, se non vi sono indagini in corso, i rom devono essere periodicamente 'controllati'? Dobbiamo considerarli a priori 'sospetti', in quanto rom, indipendentemente dai loro comportamenti? Se questa fosse la logica, saremmo in presenza di un’evidente discriminazione, vietata dalla legge nazionale e internazionale. Non basta. Nei resoconti di stampa si è enfatizzata la presenza, nel campo, di stranieri irregolari. Ma qual è la novità? Che molti rom della Bigattiera non abbiano il permesso di soggiorno, è un fatto noto da tempo, e non potrebbe essere diversamente: è bene ricordare che l’irregolarità del soggiorno non ha nulla a che vedere con la criminalità, e che si può essere irregolari anche senza aver commesso alcun reato. La legge italiana, infatti, lega il permesso di soggiorno al lavoro e alla casa: è ovvio che i rom della Bigattiera, esclusi da ogni inserimento abitativo e condannati alla marginalità sociale, non soddisfino questi requisiti. Quale è la notizia, dunque?".

"La vera notizia è quella di cui meno si è parlato - attaccano le due associazioni - da quasi due anni, i rom della Bigattiera vivono senza acqua, senza luce e senza scuolabus per i bambini. Vorremmo ricordare, a chi invoca il 'rispetto delle leggi', che l’accesso all’acqua è un diritto fondamentale, sancito da una risoluzione ONU, e che il diritto alla scuola per i bambini è inalienabile. Il Comune di Pisa ha approvato esattamente un anno fa una mozione che impegnava il sindaco a ripristinare acqua, luce e scuolabus: che fine ha fatto quella mozione? Che fine hanno fatto gli impegni presi? La risposta a queste domande è amara, ma evidente: quegli impegni sono rimasti, semplicemente, lettera morta. I 'controlli straordinari di polizia', non a caso ampiamente pubblicizzati sul sito del Comune, sono un ottimo pretesto per deviare l’attenzione, scatenando la solita campagna di criminalizzazione contro i rom. Noi, però, vorremmo tornare al punto. E vorremmo fare una domanda precisa al primo cittadino: Signor Sindaco, che fine ha fatto la mozione? Che fine hanno fatto gli impegni presi davanti al Consiglio Comunale e alla città?".

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