Campo Rom Bigattiera: sgombero imminente comunicato dagli assistenti sociali ai residenti

Il personale della Società della Salute ha avvisato i residenti che in 3/4 settimane il campo, senza luce e acqua da 2 anni, verrà sgomberato. I diretti interessati e le associazioni denunciano: "Logica del ricatto, fermare tutto e trovare vere soluzioni"

La storia si ripete, senza che ci sia una soluzione. Oggi davanti al municipio una delegazione dei rom, insieme ad Africa Insieme ed al Comitato per i diritti dei bambini della Bigattiera, ha denunciato la situazione di incertezza nella quale si trovano i residenti del campo che ad oggi ospita circa 120 persone: mancano luce e acqua da oltre 1 anno e ieri è stata annunciata dagli assistenti sociali la fase operativa di uno sgombero che appare imminente, si parla di 4 o 5 settimane al massimo. Le proposte fatte dal personale della Società della Salute appaiono agli occhi della comunità rom come espulsioni di fatto, provvedimenti che per quello che dicono gli stessi rappresentati non porteranno che ad un semplice spostamento delle 16 famiglie verso Coltano. La metà di loro sono bambini.

A raccontare l'incontro di ieri è Selatin Kamil, scelto come portavoce per la conferenza stampa: "Sono venuti e ci hanno fatto 3 proposte. La prima è di farci tornare in Macedonia con 200 euro a testa. Assurdo, siamo qui da 20-25 anni, i nostri bambini sono nati e registrati qui, parlano solo italiano. Abbiamo anche perso la nostra vecchia cittadinanza, saremmo come clandestini, non possiamo accettarlo. La seconda idea è via dalla Toscana, dove non si sa. Questo potevamo farlo anche da soli, ma siamo rimasti qua perché qua abbiamo le nostre vite, i nostri amici, qua lavoriamo perché ci conoscono e abbiamo ottenuto la fiducia delle persone. I nostri figli vanno a scuola, sono pisani, come noi".

La terza opzione prospettata è apparsa quella più naturale ma anche più amara. Racconta ancora Kamil: "Ci hanno detto di prendere case in affitto con un contributo del Comune. Se fosse stato possibile le avremmo già prese. Nessuno ha fiducia in noi, le vorremmo prendere ma nessuno affitta ai rom, tanti parlano male e c'è paura. Sono 2 o 3 anni che non abbiamo acqua e luce, non vogliamo tanto. Se ci mandano via non potremo fare altro che girare qua intorno, è casa nostra". Gaia Bargagli del Comitato per i bambini della Bigattiera racconta che "dal 2011 è stato tolto il pulmino che portava i bimbi a scuola. Dall'Ordine del Giorno del 1 agosto 2013 non è cambiato niente e non è stata data nessuna risposta ufficiale". Fino alla notizia di ieri dello sgombero.

"Chiediamo la sospensione dello sgombero ed un tavolo di trattativa per risolvere la questione – afferma Sergio Bontempelli di Africa Insieme – senza che sia applicata la logica del ricatto, dove si fa iniziare l'emergenza e si impongono previsioni inaccettabili. Il campo non è abusivo, è stato ufficialmente previsto fra il 2004 e il 2005 nel programma 'Città sottili' per l'inserimento abitativo dei rom, poi chiuso. La 'Strategia Nazionale di Inclusione' varata dal Governo attua le indicazioni del 2011 dell'Unione Europa e vieta gli sgomberi fatti così, che non offrono soluzioni. Si fermi questa procedura e si dialoghi per trovare soluzioni efficaci".

"Appena saputa la notizia – afferma Ciccio Auletta di Una Città in Comune – abbiamo richiesto un argomento urgente alla 2° Commissione per capire cosa sta facendo l'Amministrazione in merito, ma non c'è una risposta calendarizzata. Vogliamo che vengano sentite tutte le voci in campo, non solo quella della Società della Salute. Il Consiglio Comunale non può essere escluso, questa vicenda deve essere discussa nelle sedi opportune".

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