Camposanto monumentale di Pisa: la paternità è di Giovanni Pisano

Peleo Bacci, primo soprintendente alle Belle Arti, in un saggio del 1918 ha attribuito la struttura ad un semisconosciuto Giovanni di Simone, ma oggi lo studioso Piero Pierotti attribuisce l'opera a Giovanni Pisano

Il Camposanto di Pisa torna a Giovanni Pisano. Giorgio Vasari aveva ragione. Peleo Bacci invece, primo soprintendente alle Belle Arti della città, in un saggio del 1918 ha attribuito erroneamente la struttura ad un semisconosciuto Giovanni di Simone. Lo afferma lo studioso Piero Pierotti nell'ultimo numero di 'Critica d'Arte', la storica rivista fondata nel 1935 da Carlo Ludovico Ragghianti e diretta da Francesco Gurrieri, in un articolo nel quale si documenta il lungo lavoro di ricerca che ha portato a questa diversa, e forse definitiva, conclusione.

Il beneficio a favore di 'Giovanni' si trova ripetuto in numerosi testi di legge della repubblica marinara (i 'Brevia') emanati quando ormai Giovanni di Simone era sicuramente morto finché, nel 1313, si esplicita che esso si riferisce a Giovanni del fu Nicola, ossia appunto a Giovanni Pisano. La tesi di Bacci era dovuta al fatto che, nell'epigrafe che ricorda la data di fondazione dell'edificio (1277), si nomina un 'Iohanne magistro edificante' ('il maestro Giovanni lo costrui") e il soprintendente poté giocare sull'ambiguità del nome per togliere la paternità al figlio di Nicola. Lo studioso era autorevole e fu creduto. Ma alcuni dei suoi argomenti sono, nel frattempo, decaduti.

Ad esempio, la convinzione che Giovanni Pisano non fosse architetto, mentre ora sappiamo che lo era. Aveva invece resistito la sua tesi sull'interpretazione di un certo documento del 1270, con il quale il podestà Andalò di Bologna concedeva esenzioni fiscali a 'Giovanni capomaestro dell'Opera di Santa Maria', ossia della cattedrale pisana. Giovanni di Nicola era allora giovanissimo e Bacci ne deduceva che poteva trattarsi solo di Giovanni di Simone, già dipendente della stessa Opera. Questo provvedimento era considerato così importante che lo troviamo inserito nei 'Brevia', compreso quello emanato nel 1286 da Ugolino della Gherardesca. Perciò, secondo Bacci, nel 1277 il capomaestro della cattedrale, e quindi il progettista del Camposanto, doveva essere Giovanni di Simone. Ora, invece, secondo Perotti, ogni dubbio cade definitivamente e, probabilmente, molte guide turistiche dovranno essere rivedute.

Così, dei quattro monumenti eretti sulla Piazza dei Miracoli, ad oggi conosciamo con sicurezza l'autore del duomo (Busketo), del battistero (Diotisalvi) e del camposanto (Giovanni Pisano). Solo per il campanile più famoso del mondo ci sono ancora molte incertezze. (fonte Ansa)

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