Ecco la 'Casa di Alberto e Giuliana' per l'indipendenza e l'inclusione dei disabili

Il progetto si inserisce negli investimenti per il 'Dopo di noi' e diventa del 'Durante di noi'

Nella foto, da sinistra: Denis Nanni (Ark.E.A architettura edilizia ambiente), Alberto Grilli (presidente cooperativa sociale Il Simbolo), don Antonio Cecconi, Gianna Gambaccini (presidente Società della Salute Zona Pisana), Sergio Di Maio (sindaco di San Giuliano Terme), Michael Schinella (presidente Aipd Pisa), Sabina Ghilli (direttore Società della Salute Zona Pisana), Marco Giuntini (staff direzione e programmazione Società della Salute Zona Pisana), Elena Fascietto (Customer relation manager Ikea Pisa)

Si terrà venerdì 4 ottobre alle 16.30 l’inaugurazione della 'Casa di Alberto e Giuliana', in via Provinciale Calcesana a Mezzana, San Giuliano Terme, nuovo importante traguardo raggiunto dal progetto 'Co - Living'.

Il progetto, promosso dalla Società della Salute Zona Pisana, rientra nella programmazione della Regione Toscana sul 'Dopo di noi'. E' un programma d’interventi che ha ottenuto un finanziamento complessivo di 516mila euro destinati, oltre alla struttura di Mezzana, anche ad altre nove dedicate all’autonomia abitativa delle persone con disabilità: due strutture nel Comune di Pisa, tre a Cascina, altrettante a San Giuliano Terme, inclusa quella di Mezzana, e uno a Lorenzana-Crespina; altri interventi hanno lo scopo di favorire l’integrazione sociale. Partecipano al progetto sei partner, oltre la SdS, che ne è il capofila: l’Ats di Anffas Pisa al cui interno c’è l’Aipd Pisa, l’Ats della cooperativa Paim, l’Ats della cooperativa Agape, l’associazione Anmic Pisa, la società cooperativa Aforisma e l’associazione L’Alba.

L’Aipd Pisa ha sviluppato all’interno del progetto alcune azioni dedicate alla vita indipendente e al 'Durante noi', pensando alla vita fuori dal nucleo familiare. Don Antonio Cecconi ha da subito creduto nel progetto concedendo in comodato d’uso gratuito la casa a lui più cara, quella in cui è cresciuto, e in cui hanno vissuto i suoi genitori, Alberto e Giuliana. Così l'abitazione è stata completamente ristrutturata grazie al sostegno della Fondazione Enel Cuore, che ha finanziato l’intero costo dei lavori e ha supportato la progettazione, migliorando le idee iniziali grazie alla collaborazione della Fish. Fra qualche settimana saranno 13 i giovani adulti e adulti con sindrome di Down che si alterneranno in piccoli gruppi in un percorso che in 3 anni li vedrà pronti per la vita fuori dalla propria famiglia o all’interno di essa ma con un ruolo da protagonisti.

casa mezzana1-2

Enrico Dameri, fondatore Fondazione Rosa Prìstina: "Un progetto che persegue un obiettivo molto ambizioso: arrivare il più vicino possibile a un’organizzazione della vita quotidiana in autonomia. Un cammino graduale di integrazione sociale per i giovani con sindrome di Down, un percorso verso l’autonomia abitativa e l’inserimento lavorativo. Una sfida da vincere per gli educatori e per le famiglie, ma soprattutto per ragazzi coraggiosi".

Gianna Gambaccini, presidente Sds Zona Pisana: "Si parla molto di inclusione delle persone con disabilità, ma spesso tale concetto rimane solo un ideale. Accolgo questo progetto con estremo entusiasmo poiché rappresenta una vera forma di inclusione sociale".

Laura Guerrini, vicedirettore Servizio Sociale Azienda Asl Nord Ovest: "E' un progetto molto importante che s’inserisce nei percorsi del ‘Dopo di noi’ finanziati, anche nella Zona Pisana, grazie all’intervento della Regione Toscana. Sono strumenti fondamentali per l’inclusione e la promozione di una vita indipendente delle persone diversamente abili che possono funzionare molto bene soprattutto se inseriti nella rete integrata dei servizi presenti nel territorio".

Michael Schinella, presidente Aipd Pisa: "La Casa non sarà solo quella di Andrea, Louise, Matteo e tanti altri che hanno la sindrome di Down, ma sarà aperta a confrontarsi con tutta la frazione, perché vuole avere un ruolo attivo nella vita quotidiana della frazione di Mezzana. Fondamentale sarà il rapporto con chi li aiuterà nella gestione della casa, con i vicini e con i commercianti della zona che invitiamo apertamente già oggi a partecipare a questo progetto".

Alberto Grilli, presidente cooperativa sociale Il Simbolo: "La ‘Casa di Alberto e Giuliana’ rappresenta un ulteriore traguardo frutto della collaborazione e della condivisione nata da qualche anno tra la cooperativa e l'associazione Aipd Pisa. Segno tangibile che laddove è presente una comunanza di intenti si raggiungono risultati significativi, sostenuti concretamente da fondazioni private e importanti aziende che hanno creduto e credono in questa collaborazione".

Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano Terme: "Accogliamo con orgoglio una realtà simile nel nostro territorio. L’amministrazione comunale sarà sempre dalla parte di iniziative come questa, che nasce da un gesto bellissimo come quello di don Cecconi e si incentra sull’inclusione e sull’autonomia, oltre che sulla condivisione".

Don Antonio Cecconi ricorda: "Andammo ad abitarci nella primavera del ’69. Fu costruita sacrificando un pezzetto del piccolo podere che coltivavano i nonni Anchise ed Emilia. Dopo pochi mesi, superato l’esame di maturità, entrai nel seminario Santa Caterina, a Pisa. Nella casa ci stavo il sabato e la domenica e durante l’estate. Poi, diventato prete, era spesso meta familiare e gastronomica per i giovani delle mie parrocchie e per persone che di volta in volta c'era bisogno di accogliere, soprattutto minori e immigrati. E poi grande festa quando portavo a pranzo persone importanti: a cominciare dagli arcivescovi di Pisa, prima Matteucci e poi Plotti, e dai responsabili nazionali della Caritas. Penso che Alberto e Giuliana siano contenti che la loro casa continui a essere un luogo di incontri e di solidarietà, un posto in cui si riesce a fare famiglia, a sentirsi accolti e diventare accoglienti. E spero che i progetti dell’Aipd diventino per la gente del territorio un’occasione di nuove amicizie, di prossimità e di solidarietà. In questi tempi, in cui non manca chi teorizza e pratica il sospetto e la chiusura verso il fratello, aprire una porta e stringere una mano sono passi verso una società migliore".

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