Case popolari, approvata la graduatoria finale: "Preoccupati per le esclusioni"

A Pisa sono 140 le domande rigettate delle 974 presentate. Sicet e Unione Inquilini parlano di una graduatoria "giuridicamente e socialmente non accettabile"

Una passata protesta per le case popolari di Sant'Ermete

E’ stata approvata stamani, 4 aprile, la graduatoria definitiva per l'assegnazione di alloggi popolari, a conclusione del Bando di Edilizia Residenziale Pubblica pubblicato dal Comune di Pisa in data 17 ottobre 2016. Su 974 famiglie che hanno fatto domanda, 140 sono state escluse, di cui 64 (18 di italiani) con la motivazione di non avere più di 5 anni di residenza o lavoro stabile in Toscana.

I sindacati degli inquilini Sicet e Unione Inquilini dichiarano la loro "profonda preoccupazione, ritenendo che la graduatoria approvata non sia giuridicamente e socialmente accettabile, non solo perché redatta in base ad una normativa regionale che presenta anche problemi di incostituzionalità, ma soprattutto perché contiene criteri di ammissione e di punteggio che non tengono conto del diritto ad un'abitazione che dovrebbe avere ogni cittadino regolarmente residente in Italia".

In primis non appare corretto il limite temporale della residenza, come i sindacati hanno già reso noto al presidente ed ai membri della 3° Commissione Consiliare della Regione Toscana: "Tale normativa è discriminatoria e penalizzante nei confronti dei cittadini indigenti bisognosi di un'abitazione", in quanto la valutazione temporale sarebbe parte di "elementi di distinzione arbitrari, non essendovi alcuna ragionevole correlazione tra la durata della residenza e le situazioni di bisogno o di
disagio".

Altro elemento critico è il fatto che "la graduatoria non riconosce alcun punteggio alle famiglie che sono sotto sfratto per morosità incolpevole o che vivono in situazioni igieniche o di sovraffollamento disastrose. Peraltro - insistono i sindacati - siamo fortemente preoccupati anche del fatto che da un lato questa graduatoria viene pubblicata nonostante alcune riserve da noi sollevate e non risolte, e che sarà gestita da un Ufficio Casa fortemente ridotto nelle capacità operative per mancanza di personale, che pertanto avrà notevoli difficoltà nella gestione delle assegnazioni".

"Oggi - concludono Sicet e Unione Inquilini - pur consapevoli che la nostra posizione critica non può modificare la vigente normativa, intendiamo denunciare l'avvio di una graduatoria frutto di una normativa che viola la Costituzione e penalizza molte famiglie con drammatiche situazioni di bisogno abitativo".

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