Case popolari a Sant'Ermete: dialogo aperto fra comitato di quartiere e istituzioni

L'incontro del 12 luglio ha aperto un'interlocuzione fra gli attivisti, Apes e l'Ufficio Casa del Comune di Pisa. Fissato un nuovo incontro a settembre

A distanza di alcuni giorni dall'annunciato incontro fra la comunità di quartiere di Sant'Ermete, Apes ed Ufficio Casa del Comune di Pisa, gli attivisti del comitato raccontano in una nota gli esiti del tavolo di concertazione. I grandi temi affrontati hanno riguardato le abitazioni in costruzione ad una sola camera, il recupero delle case sfitte e gli affitti, punti da tempo dibattuti fra l'amministrazione e gli attivisti, con anche momenti di scontro. Sembra però sia aperto adesso un confronto.

"Il primo punto affrontato è stato quello della richiesta da parte degli abitanti del quartiere di rivedere le metrature degli alloggi in costruzione, sulla base del censimento prodotto dal comitato stesso e confermato anche dall'incontro svolto nel mese di aprile tra le 37 famiglie residenti negli ultimi civici di via Verità e via Sirtori e il direttore di Apes Federici. La situazione confermata ad oggi è che il blocco dei 39 alloggi verrà terminato con 38 case ad una camera e una a due stanze; c'è stata comunque garantita la possibilità e la volontà di fare la variazione del progetto sul blocco da 33 alloggi che ancora non hanno edificato". I numeri delle famiglie bisognose di abitazioni con più di una camera sarebbero maggiori per il comitato, ma "nel prossimo incontro verranno incrociati i dati Apes con quelli del Comitato". 

"I lavori del blocco da 33 - prosegue il comitato - sono fermi perché al momento esiste un contenzioso fra la ditta costruttrice e l'Apes a causa di alcuni mancati pagamenti". C'è da capire i tempi per la ripartenza del cantiere, nel caso siano lunghi il comitato Sant'Ermete insiste che "nonostante l'aumento dei costi di spesa venga cambiato la planimetria del primo blocco atta a soddisfare le esigenze dei nuclei familiari numerosi".

Aperto il confronto anche sulla destinazione d'uso delle case vuote da manutenere. La proposta portata avanti dal comitato è quella dell'autorecupero di alloggi e caseggiati, allo scopo di costruire una rete sociale che aiuti a combattere lo spopolamento, il degrado e la 'ghettizzazione' della zona con situazioni di marginalità. "Le rappresentanze istituzionali - scrivono i Sant'Ermete - hanno mostrato accordo rispetto a tale prospettiva rinviando a settembre un incontro con la Società della Salute per definire la fattibilità e la modalità di svolgimento di tale progetto di autorecupero. Inoltre, coerentemente con quanto prevede la delibera comunale del 6 settembre 2018, gli alloggi di sant'ermete attualmente vuoti non verranno assegnati per la graduatoria di utilizzo autorizzato, non avendo ancora concordato e delineato una destinazione d'uso complessiva di tale parte del quartiere".

La terza richiesta è quella sui canoni di locazione da ridurre e la cancellazione delle morosità. Il comitato ha voluto ricordare come "le ragioni di questa richiesta straordinaria sono quelle legate al ritardo pluriennale dei tempi di abbattimento e ricostruzione delle case popolari", insieme alle condizioni di degrado già certificate da Asl e Vigili del Fuoco, più "l'attribuzione dei 25 punti per la graduatoria di mobilità a tutti i residenti negli alloggi di Sant'Ermete a causa del disagio vissuto dal quartiere stesso per le condizioni degli alloggi". Anche in questo caso la discussione appare più aperta che in passato, con il fatto ad esempio che "verrà approfondita la richiesta di riconoscere la condizione di 'caso sociale' per gli abitanti del quartiere affinchè venga sospesa e revocata la morosità incolpevole e successivamente istituito un canone sociale con l'aiuto della Società della Salute".

La nota del comitato si chiude con l'annuncio di prossimi aggiornamenti: "Alla fine dell'incontro le parti si sono dati appuntamento per un nuovo incontro previsto a fine settembre, da definire prossimamente nel giorno e nell'orario. Inoltre è stato proposto alle rappresentanze istituzionali di concordare con la comunità di quartiere un sopralluogo diretto nel quartiere".

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