Case popolari di Sant'Ermete, risponde l'Asl: "Grave degrado, possibile inabitabilità"

In conferenza stampa sotto al Comune il Comitato di quartiere espone le immagini delle abitazioni e le relazioni dell'ufficio Igiene Pubblica: "Sia previsto l'esonero dall'affitto"

"Lo diciamo da tempo, ora lo fa anche la Asl: le case sono fatiscenti, possono perdere l'abitabilità". Il Comitato di Sant'Ermete si è ritrovato nel primo pomeriggio di oggi, 26 settembre, di fronte al portone del Comune di Pisa per lanciare un messaggio chiaro all'amministrazione: nelle abitazioni popolari del quartiere non si può più vivere, servono soluzioni concrete ed immediate. A sostegno dell'appello ci sono i risultati di due sopralluoghi compiti dai tecnici dell'Azienda Usl, sia per quanto riguarda gli interni delle abitazioni che le aree esterne.

L'accertamento sulle strutture interne reca la data del 21 luglio 2016, a seguito di esposto fatto il 15 luglio. L'incaricato dell'Ufficio Igiene Pubblica e Nutrizione ha verificato lo stato di conservazione dei locali e degli impianti guidato dai residenti. Il giudizio conclusivo formulato parla di una "situazione igienico-sanitaria estremamente precaria, determinata da un degrado strutturale evidente (infiltrazioni di umido, muffe, mancanza di acqua calda, distacco di intonaco) e soprattutto una situazione impiantistica (elettrica e riscaldamento) molto a rischio per la sicurezza degli abitanti, requisiti questi ultimi non di competenza di questa UF e per i quali si suggerisce una urgente verifica da parte degli organi competenti. Tutto quanto sopra relazionato determina la possibile perdita dei requisiti igienico-sanitari degli immobili".

Il documento della Asl è diretto al sindaco ed al direttore di Apes. "Una settimana dopo l'esposto sono venuti a fare un controllo - raccontano i membri del Comitato - ma non è stato fatto nulla. A maggio abbiamo inviato come residenti lettere raccomandate denunciando i singoli casi, non è arrivata nessuna risposta. Queste relazioni sono in mano al nostro avvocato, sono già partite le cause civili".

Nelle aree del quartiere, fra le case ed il cavalcavia, non va meglio. Ad un altro esposto di aprile, che chiedeva se ci fosse dell'amianto abbandonato in zona, è stato risposto dalla Asl che, anche se si esclude la presenza di eternit, è stata riscontrata la presenza di "vegetazione in esubero e rifiuti per lo più inerti (edilizia, ceramica, pallets)", con una situazione che "può rappresentare un problema di igiene e sanità pubblica". Spiega l'analisi che "le aree lasciate in uno stato incontrollato di abbandono sono inevitabilmente infestate da insetti, roditori, serpenti e altri animali che, oltre ad essere molesti, possono essere vettori di malattie infettive gravi". Si citano poi come conseguenze possibili per il degrado maleodoranze, maggiore rischio incendi ed inquinamento. Per questo in conclusione l'Asl propone un "atto impositivo verso i proprietari delle aree" per la rimozione della vegetazione, lo smaltimento dei rifiuti, eventuali disinfestazioni e manutenzioni frequenti. "Quello che abbiamo fatto sempre noi - incalzano dal Comitato - questa estate abbiamo fatto due disinfestazioni contro le zanzare".

Torna quindi forte la richiesta dell'esonero dal pagamento dell'affitto. "Il contratto di locazione è valido se le parti rispettano gli obblighi - è il concetto espresso dagli inquilini - nella situazione in cui siamo, dove non vengono fatte manutenzioni e le case non sono agibili, è legittimo non pagare". Il tema sarà nuovamente proposto all'assessore Zambito, la cui visita nel quartiere di Sant'Ermete è prevista per mercoledì alla sede del Ctp. "Non vogliamo sentire discorsi, ma risposte, soluzioni, prese di responsabilità. Vogliamo oltre l'esonero che sia sistemato uno spazio verde, che si smetta di assegnare case di 38 metri quadri a famiglie di 6 persone, che si interrompa e contrasti il degrado anche sociale generato dalle manovre di questa amministrazione".

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