Caso Buscemi, il sindaco: "Sarà giudicato come assessore alla Cultura"

Michele Conti in Consiglio comunale ha ripercorso la vicenda giudiziaria di Andrea Buscemi. Nuova protesta della Casa della Donna

La vicenda dell'assessore Andrea Buscemi è stata al centro della seduta di martedì pomeriggio del Consiglio comunale. Il sindaco Michele Conti infatti è intervenuto in risposta ad un question time del capogruppo del Partito Democratico Giuliano Pizzanelli alla luce della sentenza della Corte di Cassazione, che ha sollevato non poche polemiche.

“Rispondo al question time per esprimere delle parole chiare e definitive sulla vicenda che ormai da troppi mesi è al centro del dibattito. Mi si chiede quali decisioni intendo prendere in merito alla sentenza della Corte di Cassazione sulla vicenda personale di Andrea Buscemi - ha detto il sindaco - premesso che non vi sono ancora le motivazioni della sentenza, quindi dovremo ancora sapere nel merito, posso fare delle considerazioni circa il dispositivo, così come mi è stato riferito. E per farle c’è bisogno di ricostruire brevemente la vicenda giudiziaria di Andrea Buscemi, che descriverò brevemente per punti dopo essermi consultato con dei legali".

Ecco dunque la ricostruzione del caso.

"In primo grado Andrea Buscemi è stato assolto perché il fatto non costituisce reato, quindi con una formula di merito. In secondo grado Andrea Buscemi è stato assolto per i fatti sino al febbraio 2009 in quanto il fatto non era previsto dalle legge come reato e per la restante parte (sino all’ottobre 2009) è stata dichiarata la prescrizione del reato, ma è stato condannato a risarcire i danni alla parte offesa; risolto il problema penale residuava una condanna sul piano civile.

La Cassazione ha deciso due aspetti:

1) sul piano penale era stata chiesta l’assoluzione nel merito anche se il fatto fosse prescritto, ma la Corte ha rigettato il ricorso, senza ritenerlo inammissibile.

2) sul piano civile ha annullato la condanna generica ai danni, accogliendo le istanze di Buscemi, rimandando al Giudice Civile per un nuovo giudizio sia sull’an debeatur, cioè se vi sia stata responsabilità tale da determinare un danno, sia eventualmente sul quantum. Viene quindi travolto anche l’accertamento presupposto della sussistenza del fatto penale condotto dalla Corte di Appello, ancorché prescritto.

Sulla base del dispositivo, in attesa di conoscere le motivazioni, si deve riconoscere che la Corte di Cassazione ha fatto venir meno l’accertamento di responsabilità su cui si fondava il riconoscimento del diritto al risarcimento e che adesso la prescrizione non si accompagna più ad una responsabilità dichiarata sia pure ai soli fini civili".

"Questi i fatti che devono essere raccontati per come sono - ha sottolineato il sindaco dopo aver ripercorso la vicenda giudiziaria - a questo proposito mi sembra chiara ed evidente la volontà di alcuni di piegarli al proprio tornaconto, come dimostrano anche i recenti attacchi alla stampa locale. Suggerirei a chi ricopre incarichi istituzionali di attenersi ai fatti e di non prestarsi a fare da cassa di risonanza a chi, evidentemente, da mesi mal interpreta il concetto di lotta politica. Attacchi che negli ultimi giorni sono giunti persino alla libertà di informazione e al legittimo esercizio del diritto di cronaca, talmente gravi da generare la presa di posizione dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana e dall’Associazione Stampa Toscana che hanno espresso piena solidarietà al giornalista del Tirreno Pietro Barghigiani, colui che ha dato notizia della sentenza della Cassazione, notizia poi ripresa e confermata dall’Ansa, dal Corriere della Sera e da altri quotidiani. Alla solidarietà espressa al giornalista dall’Ordine e dall’Associazione Stampa, si aggiunge oggi quella del sindaco di Pisa, facendo mia l’apertura dell’articolo con cui il Comitato di redazione del Tirreno è insorto a difesa del loro collega, valida per questa e per tutte le altre vicende che riguardano tutti gli amministratori pubblici: 'i fatti sono i fatti, anche se a qualcuno possono non piacere'".

"Sull'argomento dunque, che commento oggi senza tornarci più sopra, rispondo confermando quello che ho sempre dichiarato - ha concluso Conti - Andrea Buscemi sarà da me giudicato come assessore alla Cultura, valutando nel merito il lavoro che farà per la città in relazione alle deleghe che gli ho affidato”.

Nuova protesta della Casa della Donna

Nel pomeriggio di ieri, martedì 15 gennaio, proprio durante il Consiglio comunale, le attiviste della Casa della Donna sono tornate di fronte a Palazzo Gambacorti. "Oggi siamo ancora una volta in piazza per chiedere le dimissioni di Andrea Buscemi da assessore del Comune di Pisa dopo il recente pronunciamento della Cassazione che ha confermato la sentenza del Tribunale di Firenze - affermano su Facebook dall'associazione - la Suprema Corte ha infatti rigettato il ricorso penale presentato da Buscemi rinviando al Tribunale civile per il risarcimento. Nessuna assoluzione o annullamento! Non ci fermeremo!".

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