'Caso Buscemi': la Casa della Donna porta la vicenda davanti al Parlamento europeo

Secondo l'associazione la nomina ad assessore del noto attore e regista viola la Convenzione europea. Intanto martedì nuovo sit-in di protesta davanti a Palazzo Gambacorti

La protesta dello scorso luglio davanti a Palazzo Gambacorti

Non si placa il malcontento per la nomina di Andrea Buscemi ad assessore alla Cultura, una nomina che ha generato non poco malumore per i trascorsi giudiziari dell'attore e regista teatrale, al centro della vicenda di stalking contro la sua ex compagna.
A portare avanti la protesta è la Casa della Donna, che dopo la raccolta di circa 40mila firme e la protesta davanti a Palazzo Gambacorti lo scorso luglio, torna a far sentire la propria voce contro l'assessore.
Domani, martedì 4 settembre, in occasione del Consiglio Comunale si svolgerà una'altra manifestazione in piazza XX Settembre, mentre a Bruxelles una delegazione dell’associazione, accompagnata dalla giornalista Beatrice Bardelli, sarà in audizione presso la Commissione per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere del Parlamento europeo. "Nell’audizione, ottenuta grazie all'europarlamentare Eleonora Forenza - sottolineano dall'associazione - la Casa della donna presenterà il 'caso Buscemi' e chiederà un intervento della Commissione anche in virtù di quanto previsto dalla cosiddetta Convenzione di Istanbul, la Convenzione del Consiglio d’Europa per la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne approvata nel 2011 e ratificata anche dal nostro Paese".

Il 'caso Buscemi' a Bruxelles

“Siamo grate all’europarlamentare Eleonora Forenza per averci aiutate ad ottenere un’audizione presso la Commissione per i diritti delle donne del parlamento europeo - dichiara Carla Pochini, presidente della Casa della donna - quanto successo a Pisa con la nomina di Andrea Buscemi ad assessore è così grave che abbiamo pensato fosse importante coinvolgere anche le istituzioni europee. L’articolo 5 della Convenzione di Istanbul, infatti, impone agli Stati firmatari, tra cui c’è anche l’Italia, di ‘astenersi da qualsiasi atto che costituisca una violenza nei confronti delle donne’ e chiede ai governi nazionali di impegnarsi per ‘garantire che le autorità, i funzionari, i rappresentanti statali, le istituzioni e ogni altro soggetto pubblico che agisca in nome dello Stato si comportino in conformità con tale obbligo’. La nomina di Buscemi da parte del sindaco di Pisa contravviene a questo obbligo e viola la Convenzione europea perché non garantisce l’impegno contro la violenza sulle donne che la Convenzione impone a tutte le istituzioni locali e nazionali. Domani saremo quindi in piazza a Pisa, dove faremo una lettura pubblica della Convenzione di Istanbul, e a Bruxelles dove chiederemo un intervento della Commissione per i diritti delle donne dell’Europarlamento”.

La manifestazione davanti a Palazzo Gambacorti

“Svegliamoci! Liberiamo Pisa dalla violenza”. Sarà questo lo slogan della manifestazione che si svolgerà davanti al Comune dalle ore 14.00 di martedì 4 settembre contro l’amministrazione comunale che l’associazione Casa della donna definisce “sessista e violenta”. Le attiviste della Casa della donna invitano cittadine e cittadini a portare in piazza una sveglia o uno smartphone per dare una ‘svegliata’ al Consiglio Comunale e alla città e - come si legge nell’appello diffuso in questi giorni via Facebook - “affermare con forza il nostro No ad un assessore alla cultura responsabile di gravi atti persecutori contro la sua ex compagna e ad un consigliere comunale che insulta chiunque sia diverso da lui e calpesta i diritti delle persone Lgbt”. Il riferimento è a Manuel Laurora che qualche settimana fa aveva criticato su Facebook un bacio gay davanti al palazzo civico.

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La protesta, precisano dalla Casa della Donna, si svolgerà per tutta la durata del Consiglio Comunale e sarà trasmessa anche in diretta su Facebook.

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