Caso Buscemi: la Cassazione accoglie il ricorso sugli effetti civili, resta la polemica

La Suprema Corte ha deliberato in data 10 gennaio: un nuovo processo civile valuterà se la ex compagna ha diritto al risarcimento

Buscemi e l'avvocato Colombini in una passata conferenza stampa

La vicenda processuale penale è chiusa, ma resta aperta quella civile. E la polemica. Ieri, giovedì 10 gennaio, la Cassazione si è pronunciata sul ricorso dell'assessore Andrea Buscemi sulla nota vicenda di stalking: la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'amministratore nella parte che annulla gli effetti civili della sentenza della Corte di Appello di Firenze, sentenza che aveva sancito la prescrizione del reato ma condannato civilmente Buscemi al risarcimento della ex compagna. 

Quest'ultimo aspetto è stato eliminato. Spiega l'avvocato di Buscemi, Rubina Colombini: "La Cassazione ha accolto il ricorso rinviando alla Corte di Appello di Firenze. Ci sarà quindi un nuovo processo civile in quella sede, che dovrà giudicare se c'è stata una condotta per cui vada o meno disposto un risarcimento. Il risultato è quindi positivo: è stato messo in dubbio il ragionamento civilistico della condanna precedente, annullata. Ad oggi quindi non è accertata alcuna responsabilità civile a carico di Buscemi". 

Il legale aveva ripercorso pubblicamente la vicenda processuale dell'assistito nell'estate scorsa, periodo in cui infuriavano le polemiche sulla nomina di assessore fatta dall'allora neosindaco Michele Conti. Sul tema il primo cittadino aveva già confermato la fiducia in Buscemi, rispondendo alle richieste di ritiro delle deleghe con "valuteremo in base a quello che sarà il suo lavoro"

Sul punto prosegue la battaglia della Casa della Donna, promotrice di numerose proteste contro l'assessore e l'amministrazione. L'associazione dà una lettura opposta della decisione della Corte: "La Cassazione - scrive in una nota - ha dichiarato inammissibile il ricorso confermando la sentenza del tribunale fiorentino e quindi la colpevolezza di Andrea Buscemi. Quello della Cassazione è un pronunciamento importante perchè ribadisce quanto stabilito dal tribunale di Firenze e, secondo le attiviste della Casa della donna che da mesi chiedono le dimissioni di Buscemi, evidenzia con forza e in modo inequivocabile l'incompatibilità politica di Buscemi ad assessore del Comune di Pisa".

L'attenzione è quindi rivolta agli aspetti fattuali valutati dalla sentenza della Corte di Appello di Firenze, che disponendo la prescrizione - l'imputato ha facoltà di rifiutarla ndr - aveva comunque condannato civilmente Buscemi al risarcimento. Per l'avvocato Teresa Manente, che assiste la ex compagna Patrizia Pagliarone, "la Cassazione ha definitivamente accertata la colpevolezza di Andrea Buscemi per il reato di stalking compiuto nei confronti della sua ex compagna a partire dal marzo 2009 al novembre 2009". In sostanza la Cassazione non ha giudicato in modo diverso i fatti contenuti nella sentenza di appello, essendo sia la parte penale del giudizio già esaurita con la prescrizione del reato, sia perché la Suprema Corte fornisce un 'giudizio di legittimità' sull'operato dei giudici precedenti, cioè solo su aspetti di diritto.

Il passaggio in Cassazione in ogni caso chiude formalmente la parte penale del processo. La Ong Differenza Donna, per mano sempre dell'avvocato Maria Teresa Manente sua responsabile ufficio legale, scrive che "il processo penale si è concluso dopo 10 anni di giudizio avviato con la querela di Patrizia Pagliaroni nel 2009 per reiterate aggressioni fisiche, minacce, molestie, pedinamenti, compiuti da Andrea  Buscemi suo ex compagno perché non accettava la rottura del rapporto, così come si legge nella sentenza della Corte di Appello di Firenze, sentenza che il Buscemi contrabbanda per assoluzione essendo invece intervenuta la prescrizione. L'eccessiva durata del processo è stata determinata anche dalla strategia dilatoria del Buscemi così, come rilevato dal giudice di primo grado. Il Buscemi durante il processo di primo grado è stato altresì sottoposto ad applicazione di misura cautelare per aver minacciato due testi per indurli a non testimoniare contro di lui. Attualmente pende processo contro Andrea Buscemi per questi reati, la cui udienza è fissata per il 27 febbraio 2019. Oltre che in sede civile per ottenere il risarcimento del danno conseguente ai reati subiti, solleveremo il caso alla corte di Strasburgo per l'eccessiva durata del processo avallata dalle strategie difensive dell'imputato".

La presidente di Differenza Donna Elisa Ercoli aggiunge: "Torniamo a chiedere con ancora più forza le dimissioni dell'assessore Buscemi. Non possiamo tollerare che questo signore resti alla guida della cultura del Comune di Pisa e ci uniamo con forza alla richiesta della Casa delle Donne di Pisa perché rimetta il mandato". "Il sindaco Michele Conti non può continuare a far finta di nulla - è il commento finale della presidente della Casa della Donna Carla Pochini - uno stalker siede nella sua giunta e insieme a migliaia di cittadine e cittadini chiediamo che da quella giunta venga rimosso subito!".

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Commenti (2)

  • Che palle questi sinistroidi. La legge non si interpreta, si applica. Se volevano evitare la prescrizione bastava toglierlo, non solo andare contro gli avversari politici. La sinistra e' composta dai maggiori ipocriti del paese.... Se non ci sono leggi che impediscono di stare in carica e' gusto non rompere le palle. Avrebbero potuto cambiarle quando erano al governo

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