Movida, 'Cavalieri senza vetro' un successo: "Ripartiremo, ma serve l'aiuto di tutti"

Si chiude l'iniziativa di contrasto alla mala movida, che ha mostrato anche cosa accade durante le nottate di festa. La presidente Sds Capuzzi: "Occorre un patto cittadino per rendere la sperimentazione sistema"

Al centro Argese, insieme a Ciardelli e Capuzzi. Sotto tutto il gruppo dei volontari con anche i Giovani Democratici intervenuti in due serate

Numeri importanti, ma soprattutto il segnale che la lotta al degrado della mala movida è possibile. E concretamente realizzabile, se tutti i soggetti interessati partecipano attivamente. Il progetto 'Cavalieri senza vetri' è stata una sperimentazione di 'presidio civile' dell'area: per 4 fine settimana fra settembre ed ottobre la presenza dei volontari della Croce Rossa, 10 ragazzi accompagnati anche da 5 migranti ospitati nelle strutture dell'associazione, ha permesso di ridurre l'impatto negativo della movida. Sono state ritirate le bottiglie di vetro e distribuiti bicchieri di plastica, con a disposizione dei fruitori della piazza alcol test e simulatore di guida per sensibilizzare contro gli effetti negativi dell'alcol.

I dati parlano di quasi 4.500 contenitori di plastica scambiati, per un totale di oltre 7,2 tonnellate di vetro raccolto. "Se nella piazza c'è un presidio fisso - ha commentato la presindete della Sds Sandra Capuzzi - certi fenomeni si riesce a contenerli. Grande merito va a questi ragazzi che hanno dimostrato di saper stare in piazza con sensibilità e competenza. I risultati si sono visti, specie quando la mattina la piazza si è ritrovata pulita. Importate è stato il dialogo con i fruitori della movida: stare in mezzo a loro ci ha fatto capire le dinamiche di ciò che succede e che con uno sforzo unitario, insieme ad una strategia di maggiore offerta di divertimenti, magari dislocati in più punti della città, si può ancora migliorare".

Da qua l'annuncio: "A primavera ripartiremo. In questi mesi invernali faremo incontri con tutte le associazioni ed enti interessati per rendere questo presidio un sistema: un soggetto solo può farlo un mese, ma poi serve un patto fra commercianti, esercenti e mondo universitario. E risorse. L'Università in particolare potrebbe mettere a disposizione sia queste che spazi, ma anche i comuni limitrofi, perché se non c'è offerta di divertimento Pisa diventa il centro di riferimento. Possiamo anche organizzare noi le risposte, ma servono appunto risorse per questo genere di iniziative. Se offriamo alternative in più piazze, come film o musica dal vivo, si riduce il carico in Cavalieri".

"Si è riaperto un rapporto con la piazza che si era interrotto - ha affermato la presidente del Ctp 6 Federica Ciardelli - e questo patrimonio non va mantenuto, anche d'inverno se possibile. Esprimo soddisfazione per la risposta che è stata data con il progetto. Il grosso del problema è comunque l'attività illecita che c'è in piazza: resta necessaria la presenza delle forze dell'ordine. Il miglioramento c'è stato, possiamo fare ancora molto di più".

Abusivismo commerciale e spaccio i principali problemi, mentre invece i volontari sono stati accettati con partecipazione dai ragazzi in piazza. Lo racconta il responsabile giovani della Cri di Pisa Salvatore Argese: "Per noi era una sfida, alcuni volontari erano preoccupati perché non sapevamo che reazione avrebbero potuto avere i presenti. Invece l'accoglienza posso dire è stata calorosa, in tanti ci hanno ringraziato".

cavalieri senza vetro-2

Da osservatori privilegiati i volontari hanno vissuto le dinamiche della movida: "Gli abusivi la prima sera erano tutti da un lato, lontani da noi. Poi quando hanno visto che non potevamo sequestrare nulla sono tornati e agivano tranquillamente. Ci hanno chiesto anche bicchieri, oppure segnalato chi aveva bevuto di più. Certo, era strano perché loro davano le bottiglie di birra che noi ritiravamo. Ma a colpirci è stata anche l'organizzazione degli studenti: arrivavano con minibar improvvisati, carrelli e buste frigo. La zona più 'impenetrabile' è stata quella di via Dini, sul sagrato della chiesa, dove poi si concentravano gli spacciatori. Sappiamo poi che c'erano agenti in borghese, che hanno fatto sequestri e controlli, ma non si notavano, non ce ne siamo accorti durante l'attività".

Non ci sono stati però inteventi di ordine pubblico. "Non c'è mai stato bisogno - prosegue Argese - abbiamo svolto il nostro servizio senza problemi". Sui dati: "La media di alcol test è di 70/80 prove a serata. Sono nelle prime due ci sono stati 200 e 100 test, ma era un po' la curiosità della novità, poi lo ha fatto chi voleva sul serio capire i propri limiti. La media del tasso registrato è stato di 0.9 grammi/litro, abbastanza alta, ma visto l'area pedonale ci sta. Il bilancio in definitiva è molto positivo, siamo pronti a ripartire ad aprile ma serviranno altre associazioni, siamo sempre rimasti fino oltre le 4 di mattima, è un servizio che richiede uno sforzo notevole".

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