Cavalli morti a Volterra, esposto in Procura: "Attendiamo risposte"

La onlus Italia Horse Protection spinge affinché proseguano velocemente gli accertamenti sulle cause del decesso degli animali: "Siamo in situazione d'emergenza da oltre due mesi"

L'incubo della onlus Italia Horse Protection di Volterra, dove sono morti 9 cavalli senza un apparente motivo e con lo spettro avvelentamento, non può rimanere senza risposte. L'associazione spinge quindi perché arrivino in fretta le risposte dalle istituzioni coinvolte. E per fare meglio luce sull'accaduto presenta anche un esposto alla Procura della Repubblica. 

Aggiornando sugli ultimi accertamenti, Ihp spiega che "è del 18 marzo il referto definitivo delle analisi postmortem effettuate sul nono cavallo, morto il 21 febbraio, a distanza di un mese e mezzo dai decessi improvvisi di 8 cavalli avvenuti tra il 31 dicembre e il 3 gennaio. Il lavoro completo e analitico effettuato dal laboratorio di Pisa dell'Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana non ha evidenziato una precisa causa di morte: sono state rilevate anomale lesioni nella trachea e nei bronchi e qualche lesione a livello cardiaco, ma nulla di direttamente correlato a una morte così improvvisa e senza sintomi pregressi. La ricerca di numerose sostanze tossiche, così come le analisi virali o batteriche e le analisi sul fieno sono tutte negative: ciò significa che sono escluse molte delle possibili cause, ma non è tuttavia chiarito il motivo del decesso. Inoltre, a questo punto, appare poco probabile che la morte di questo cavallo possa essere messa in relazione con i decessi avvenuti a inizio anno".

Il laboratorio di Pisa si appresta ora a eseguire una serie di test sui campioni di alcuni degli 8 cavalli morti, nella speranza di trovare qualche traccia. "Questi reperti - prosegue Ihp - congelati a loro tempo presso i laboratori dell’Università di Bologna e dell’Istituto Zooprofilattico di Bologna che fecero le autopsie, verranno inviati in questi giorni a Pisa: è quanto era stato deciso lo scorso 8 marzo alla riunione a cui erano presenti il Direttore dell’Unità Operativa Sanità Animale dell’ASL Toscana Nordovest, il Direttore dell’Ufficio Benessere Animale del Ministero della Salute, il responsabile della Sanità animale igiene degli allevamenti e igiene urbana veterinaria della Regione Toscana e il Direttore Sanitario dell’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana. Nel corso di quella riunione, oltre all’invio dei campioni da Bologna a Pisa, furono decise altre cose: in particolare fu riconosciuto necessario e urgente l’interessamento dell’Arpat per le rilevazioni sui terreni dove avevano pascolato i cavalli, al fine di accertare o escludere la presenza di contaminanti, e si chiese una maggiore sollecitudine nel raccogliere e mettere insieme le varie informazioni, tra cui quelle provenienti da altre analisi e ricerche (infatti, il 25 febbraio personale dell’Asl di Volterra aveva provveduto a prelevare il sangue a 25 cavalli presenti nel Centro di recupero e a prelevare campioni di fieno, mangimi e acqua)".

La paura dell'associazione è che il caso cada nel dimenicatoio: "Ad oggi non si sa nulla sulle tanto attese analisi tese a verificare i livelli di selenio e vitamina E, non si sa nulla in merito alle analisi dell’acqua di abbeveraggio dei cavalli e non si hanno notizie sull’interessamento dell’Arpat". Il presidente Ihp Sonny Richichi parla di "una situazione inaccettabile che lascia perplessi e sconcertati, soprattutto quando leggiamo sulla stampa locale che le autorità sarebbero orientate a chiudere le indagini. Per questo motivo, oltre a scrivere l’ennesimo sollecito alle autorità sanitarie, abbiamo deciso di presentare un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Pisa (che già aveva aperto un fascicolo sulla misteriosa morte dei cavalli) per raccontare tutti i particolari di questa vicenda, ricostruita passo passo anche grazie alle testimonianze di chi, a vario titolo, ha vissuto gli accadimenti o ci ha dato informazioni". Non accetteremo mai che la morte di ben 8 cavalli, dichiarati senza mezzi termini avvelenati anche dalle stesse autorità sanitarie, rimanga senza una spiegazione".

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La situazione è critica per l'associazione: "Siamo costretti - insiste Richichi - da oltre due mesi a una gestione emergenziale e oltremodo difficile per lo staff e per gli animali, determinata dalla paura di rimetterli in pascolo e di usare la normale acqua di abbeveraggio. Questa situazione sta assorbendo tutte le nostre risorse, con conseguenze pesanti sulla missione stessa dell’associazione, tra cui le denunce di maltrattamento e le investigazioni sulle truffe e sugli abusi legati al loro sfruttamento, senza dimenticare il salvataggio di equidi in grave sofferenza che Ihp svolge da 10 anni sul territorio nazionale: attività al momento fortemente limitate dal fatto di non sapere cosa o chi abbia ucciso i nostri cavalli e se possa ucciderne altri. Ci aspettiamo risposte concrete".

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