Volterra, cavalli morti nel centro di recupero: rischio chiusura della struttura

L'associazione IHP che gestisce il centro di Tignano sta valutando l'ipotesi di chiudere a causa delle mancate risposte sulle cause delle morti che impedisce la programmazione dell'attività

La morte improvvisa di tre cavalli nel giro di pochi giorni rischia di portare IHP al collasso gestionale e finanziario, tanto che l'associazione sta ipotizzando di chiudere il Centro di recupero di Tignano, nel volterrano. L'associazione da tempo denuncia la mancanza di risposte da parte degli Enti competenti, a partire dal Ministero della Salute, riguardo la causa delle morti: incertezza che impedisce di impostare qualunque politica di gestione in sicurezza.

"Dopo la terza morte nel giro di pochi giorni, siamo in attesa che i veterinari incaricati delle autopsie diano qualche risposta sulle cause di questi decessi improvvisi di animali sani, giovani e senza patologie né sintomi di alcun tipo. Senza di quelle, continuare ad andare avanti è impossibile - dice Sonny Richichi, presidente di IHP - si torna a ipotizzare un problema legato al pascolo e ci viene suggerito di confinare i cavalli in spazi ristretti e lontani dall’erba, ma senza dare spiegazioni convincenti e documentate. Anzi a fine aprile e di nuovo a inizio ottobre, nel corso di due riunioni, ASL e IZSLT ci dichiararono che i pascoli erano sicuri: del resto è da inizio maggio che i cavalli avevano ripreso a stare progressivamente fuori".

Mancate risposte e indicazioni contraddittorie che spingono l'associazione a pensare di fermare le attività del centro di recupero.

"Una nuova gestione emergenziale dei cavalli come quella attuata da gennaio ad aprile esporrebbe l’associazione al collasso finanziario e a rischio di infortuni per i cavalli e per lo staff - prosegue Richichi - e ancora peggio sarebbe la remota ipotesi di trasferirsi altrove. Questo profondo disagio è causato dalla mancanza di risposte chiare da parte degli organi competenti, in primis il Ministero della Salute, a cui più volte in questi mesi abbiamo chiesto un protocollo operativo per accertamenti immediati delle cause di morte e la creazione di una rete di collegamenti con esperti tossicologi. Richieste formali che l'associazione rinnoverà con maggiore determinazione, mentre parallelamente verrà presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica, dato che la strage di cavalli rimane un mistero che purtroppo non esclude neanche l'ipotesi del dolo, viste le risultanze degli esami autoptici".

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