Raduno Nazionale Agesci, Papa Francesco telefona ai giovani: "Non andate in pensione"

Alla cerimonia di chiusura, con la Santa Messa celebrata dal cardinale Angelo Bagnasco, ha partecipato il premier Renzi con la famiglia. La telefonata di Papa Francesco ha regalato profonda emozione nell'arena di San Rossore

Una marea umana color azzurro, proprio come il cielo limpido sopra San Rossore. Gli scout dell'Agesci, che hanno partecipato al raduno nazionale, salutano Pisa, ma il loro cammino è ancora lungo. Devono perseguire con tenacia i principi scritti nella Carta del Coraggio, un documento redatto proprio nei quattro giorni vissuti a pieno nel parco e consegnato alle autorità, in primis al presidente del Consiglio Matteo Renzi, che, dopo il 'blitz' a sorpresa di ieri, ha partecipato con la moglie e i figli alla messa di chiusura celebrata dal Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha spinto, durante l'omelia, i ragazzi ad avere il coraggio di "accogliere Dio per intero, senza prostarci a quanti dicono Cristo sì, Chiesa no". Poi poco prima della conclusione della celebrazione una telefonata che ha riempito di gioia gli oltre 30mila Rover e Scolte: quella di Papa Francesco, che, anche se non fisicamente, ha voluto comunque esserci e lasciare un messaggio breve ma che ha puntato diritto ai cuori, come è ormai sua consuetudine. "Il mondo ha bisogno di giovani coraggiosi, di giovani che si muovano nella strada, non che siano fermi, giovani che abbiano un orizzonte dove andare e non giovani che vadano in pensione. Il vostro compito è fare una città nuova con la verità, la bontà, la bellezza che il Signore ci ha dato. Non abbiate paura e ricordate: la pensione arriva a 65 anni, i giovani non devono andare in pensione". A queste parole gli scout, esausti per il caldo, hanno unito con tutte le forze le loro voci scandendo il nome del Papa in un vero coro da stadio.



Poi il momento, altrettanto significativo, della consegna della Carta del Coraggio alle autorità civili, religiose e della stessa associazione Agesci. Un vero e proprio impegno che i ragazzi si sono assunti nei vari settore della società, dalla politica ("come cittadini attivi") all'istruzione ("il più importante veicolo di riscatto dell'individuo"), dalla Chiesa all'aiuto verso il prossimo. "Consegnandovi questa Carta chiediamo a voi autorità ecclesiastiche e civili e responsabili della nostra associazione di camminare accanto a noi in questo progetto: il nostro futuro per rendere reali le nostre ambizioni - ha affermato un rappresentante degli scout rivolgendosi alle istituzioni - in particolare vi chiediamo di aiutarci ad aiutare permettendoci di sporcarci le mani".

"Per chi pensa che i giovani sono 'bamboccioni' voi siete la risposta, l'Italia ha bisogno della vostra fiducia" ha affermato il premier Matteo Renzi nel ritirare sul palco la Carta del Coraggio". "Vi parlo a nome del Governo, vorrei parlarvi da capo scout, ma un vero capo scout sa che l'88% di voi ora sta pensando già alla doccia e il 12% dorme - ha scherzato il premier - vi dico che il Governo si impegna a garantire il servizio civile universale e a riscrivere le regole del gioco sulla scuola: i risparmi derivati dall'efficientamento energetico saranno investiti proprio nella scuola". "Quello che vi chiedo è, a prescindere dalla vostra idea politica, di restare in Italia. L'Italia è in Route, e come in ogni Route c'è sempre quello che dice 'hai sbagliato percorso' oppure che chiede 'quanto manca alla fine? Il bello del cammino non è arrivare ma gustare passo passo la meta".

I ragazzi hanno poi salutato il raduno cantando, fazzoletto al vento, la canzone ufficiale, 'Strade di coraggio', poi si sono avviati, sotto un caldo infernale che ha provocato anche alcuni malori, verso le loro tende, stanchi ma felici. E' ora di tornare a casa, ma il loro viaggio è appena all'inizio. Buona strada!

 

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