Ambiente: dopo 40 anni chiude l'inceneritore di Ospedaletto

La decisione resa possibile anche grazie ai progressi del comune nella raccolta differenziata. I lavoratori saranno ricollocati. Allo studio il riutilizzo dell’area per attività di economia circolare

Chiude il termovalorizzatore di Ospedaletto. A dare l'annuncio ufficiale è stato il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, con una conferenza stampa convocata per stamani, sabato 26 maggio, a Palazzo Gambacorti. Con l’approvazione nel Parlamento Europeo del 'Pacchetto per l’economia circolare', avvenuta lo scorso 18 aprile, si chiude infatti una intera fase storica nella gestione continentale dei rifiuti. Il ciclo industriale, finora ordinato sull’asse raccolta-recupero-smaltimento dovrà riconvertirsi nel solo binomio raccolta-recupero in modo che si realizzi, finalmente, l’obiettivo di considerare i rifiuti una risorsa e non più un problema.

"A Pisa - spiega il sindaco Marco Filippeschi - abbiamo superato il 60% di raccolta differenziata e nel 2017 abbiamo inviato allo smaltimento in discarica meno del 5% dei rifiuti raccolti e trattati. Risultati importanti che possono ancora essere migliorati e che hanno permesso la diminuzione del costo dei servizi con una prima diminuzione della Tari per cittadini e imprese. Anche grazie a questi risultati, possiamo oggi riconsiderare l’apporto del termovalorizzatore di Ospedaletto, in una prospettiva nella quale il nostro ciclo integrato dei rifiuti avrà soprattutto bisogno di impianti di recupero e riciclaggio per valorizzare i rifiuti differenziati. Per esempio l’impianto di compostaggio in costruzione a Pontedera darà una risposta strategica alla valorizzazione dei rifiuti organici, producendo compost per l’agricoltura. Così ogni altro tipo di rifiuti differenziato dovrà trovare uguale percorso di valorizzazione ambientale ed economica, cosicchè il ciclo possa chiudersi nella sostenibilità complessiva, nel territorio dell'Ato".

"Oggi - annuncia il sindaco - grazie ai progressi della differenziata e agli impianti di trattamento disponibili nel contesto di ATO, possiamo dire che il termovalorizzatore di Ospedaletto ha terminato la sua funzione. Ho perciò già fatto una comunicazione in Assemblea dell'Ato che era già impegnata a decidere entro il 2018. E ho sensibilizzato la Regione che sta revisionando il suo piano". 

L’impianto è stato determinante, per quasi quarant’anni, nel garantire un ciclo industriale appropriato, sostenibile ed efficace, in anni in cui il recupero di energia aveva preminenza, soprattutto ecologica, sul banale interramento in discarica. Ma, dopo quarant’anni di corretto funzionamento, quel vecchio stabilimento mette gli amministratori di fronte ad una valutazione: rigenerarlo tecnicamente oppure superarlo. Rigenerarlo richiederebbe investimenti economici importanti e una prospettiva di esercizio di lunghi anni, una spesa maggiore di quella prevista per conferire i rifiuti indifferenziati rimasti ad altri impianti, anche al netto dell’ammortamento residuo.

"Il Consiglio Comunale di Pisa - prosegue Filippeschi - si è già pronunciato con un atto d'indirizzo. La rigenerazione sarebbe uno sguardo rivolto all’indietro, cioè a quel modo di gestire i rifiuti ormai cambiato. Per l’area di Ospedaletto potrà ipotizzarsi un diverso impiego, dunque e proprio nel contesto dell’economia circolare, che dovrà procurare nuove opportunità di innovazione tecnica e di sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori finora dedicati allo stabilimento di termovalorizzazione. Con la Regione e con l'Ato collaboreremo per garantire la sostenibilità dei costi per il superamento dell'impianto: con gli altri comuni proprietari si avvia il percorso. La tutela del lavoro, la crescita professionale delle maestranze, nuove opportunità occupazionali, infatti, vanno di pari passo con l’evoluzione tecnica dei processi ambientali orientati alla sostenibilità. I livelli occupazionali saranno mantenuti: i lavoratori addetti all’impianto saranno ricollocati. E' in corso il confronto dell'azienda con i sindacati".

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Commenti (3)

  • Direi che prima di dismettere un impianto che, tra l’altro, produce energia elettrica di debba parallelamente avere la prova assoluta che lo smaltimento avvenga completamente senza l’inceneritore.......

  • Si “avrà bisogno di impianti di recupero e riciclaggio”, ho capito bene? Cioè si chiude un impianto di smaltimento senza avere delle valide alternative pronte? Ma a chi stanno parlando?

  • Per completezza provo a fare 2 conti: 60% +5% circa = 65% il che significa che il 35% circa dei rifiuti urbani pisani nel 2017 è stato termovalorizzato ... e nel 2018 finirà in discarica o....(provate ad indovinare?), termovalorizzato, però a Livorno (20 km da Ospedaletto), ma solo dopo aver fatto un giro turistico (strano ma vero) Pisa-Pontedera-Viareggio.. con i relativi costi. Altra osservazione: Il discorso del sindaco è ottimo e ben venga l'economia circolare ed evitare di bruciare i rifiuti è sicuramente una cosa positiva ma.... di solito prima si fanno i progetti e si costruiscono gli impianti, poi si fanno i cambiamenti. A me sembra che a Pisa questo non venga fatto, il tutto viene anticipato o posticiapato a seconda della convenienza del momento.

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