Contributi alle famiglie in difficoltà: presidio permanente alla Società della Salute

Una ventina di persone dei comitati di quartiere si sono riunite stamani di fronte alla SdS per denunciare la chiusura della Commissione indigenza: "Centinaia di famiglie in difficoltà". Ma la presidente Capuzzi: "La Commissione non è mai stata chiusa"

Da questa mattina una ventina di persone del Coordinamento dei comitati di quartiere si sono riunite, con tende e striscioni, in presidio permanente di fronte alla sede della Società della Salute di Pisa, per denunciare la chiusura della Commissione indigenza. "Dal mese di aprile - accusano i manifestanti - la SdS ha chiuso, per motivi di budget, la commissione che eroga i contributi alle famiglie pisane in difficoltà. Centinaia di famiglie sono state lasciate sole, senza contributi, senza buoni spesa, senza aiuti economici per le utenze. Tutto ciò per noi è inammissibile, perchè invece di ridurre lo sperpero di soldi pubblici si vuole fare cassa togliendo il pane di bocca alle famiglie in difficoltà. Per questo abbiamo deciso di protestare e di riunirci in questo presidio che andrà avanti fino a che non avremo ottenuto delle risposte e la commissione non sarà rifinanziata".

Diversa però la posizione di Sandra Capuzzi, assessore al Sociale del Comune di Pisa e presidente della SdS. "Non è vero che la Commissione è stata chiusa, tant'è che si è riunita poco più di una settimana fa. E' possibile che ad alcune famiglie non sia stato erogato il contributo, ma questo dipende da molti fattori e probabilmente queste famiglie non avevano tutti i requisiti necessari. La commissione valuta infatti caso per caso, per questo abbiamo chiesto ai comitati di mettere nero su bianco le loro richieste e soprattutto specificare in quali casi sarebbe stato negato o bloccato questo contributo".

Ma le rivendicazioni dei comitati non finiscono qui. I manifestanti chiedono infatti che venga ridiscussa la Carta dei diritti per gli utenti dei servizi sociali. "Secondo questo regolamento - continuano i comitati - le famiglie in difficoltà hanno diritto per 3 mesi a un contributo che può arrivare fino a 200 euro. Crediamo che in questo momento di difficoltà sia necessario rivedere i termini e le modalità di erogazione di questo contributo, estendendolo fino a 12 mesi".

I manifestanti chiedono infine che si apra un tavolo di trattativa tra i comitati di quartiere, la SdS e le società che erogano servizi di acqua e energia elettrica, in modo da evitare il distacco dei contatori nei casi di morosità. "E' una rivendicazione che stiamo portando avanti già da qualche mese. Nei mesi scorsi abbiamo chiesto al Prefetto di aprire questa trattativa: abbiamo ottenuto la sua disponibilità, così come quella ad esempio di Enel. Sono mesi che aspettiamo e in questo tempo non è successo praticamente niente"."Da parte nostra la disponibilità c'è tutta - afferma la presidente dalla SdS Capuzzi - ma attivare un dialogo istituzionale con queste società può essere spesso più difficile e lungo di quanto si pensi".

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