Comitato 'Sì alla libertà di culto': "La Moschea per una convivenza civile e sicura"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Un mese fa in piazza Dante, c'è stata la cena di fine Ramadan. Quasi 300 persone unite solo dal desiderio di conoscersi e volersi bene. E' un fatto sovversivo?

Non parliamo di profughi, immigrati, clandestini ( che in ogni caso sono Persone)ma di cittadini che pagano le tasse, tanti già italiani i cui figli frequentano le scuole pisane e tra loro parlano italiano.

Ecco, ci chiediamo, fanno tanta paura da spingere il Sindaco a scrivere nel suo programma: "...assecondare la costruzione di una moschea a Porta a Lucca significa aprire un'altra porta, in Italia, all'ingresso di potenziali terroristi, se ancora, da parte di imam e responsabili delle comunità islamiche permarrà il fermo rifiuto di adeguarsi alle richieste avanzate dai nostri politici..."

Queste ultime decisioni: parere della Soprintendenza e poi ritiro, diniego del Comune alla costruzione, ritiro della variante su cui si è chiesto il parere dei cittadini, presentazione di un'altra variante sullo stadio che ingloba l'esproprio del terreno di proprietà della comunità islamica senza presentare una minima alternativa...ci sembrano passaggi arruffati e fatiscenti non certamente degni di un'amministrazione locale che si reputi tale.

Non siamo ingegneri, ma una cosa la capiamo: questo è un gravissimo atto di discriminazione a principi e norme della Costituzione a cui ci appelleremo per portare questo "caso" a livello nazionale.

E' da persone intelligenti riconoscere i propri errori e, se serve, cambiare opinione. Noi saremmo i primi a farlo qualora ci fosse dimostrato in scienza e coscienza il nesso esistente tra questi atti.

Di sicuro abbiamo negli occhi i cartelloni visti alle pareti dell' attuale luogo di preghiera: gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione scritti in italiano e arabo!

A noi sembra che la costruzione della Moschea, oltre che permettere una riqualificazione del terreno con alberi, previsti dal progetto, la pista ciclabile e in genere spazi che i cittadini pisani di ogni credo e non potrebbero condividere in un arricchimento per la vita sociale del quartiere, dovrebbe stare a cuore non soltanto a chi ha un astratto senso dello Stato di Diritto, ma soprattutto a chi vuole garantire per tutti una convivenza civile e sicura. Dovrebbe essere difatti il principale obiettivo evitare la disgregazione di una comunità di persone che hanno molte e diverse provenienze, ma che si riconoscono nell'obiettivo di integrarsi nella cultura italiana (pur mantenendo la propria religione) e di dare ai propri figli opportunità di istruzione, educazione e lavoro nel rispetto delle leggi dello Stato laico italiano.

Dato che in una recente intervista il Sindaco ha dichiarato di tenere le porte sempre aperte, gli rinnoviamo l'invito, già presentato, ad un incontro con il comitato "Sì alla libertà di culto".

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