Moschea, il comitato 'Sì alla libertà di culto': "Il no dell'amministrazione è pretestuoso"

L'associazione analizza e risponde alle motivazioni contrarie alla costruzione dell'edificio a Porta a Lucca sostenute dalla Giunta leghista

Il rendering attuale della moschea

Il comitato 'Sì alla libertà di culto', nato lo scorso febbraio, sostiene la costruzione della moschea a Porta a Lucca, in quanto ritiene "inaccettabile la decisione dell'amministrazione comunale di espropriare il terreno, di proprietà della comunità islamica di Pisa, con l'effetto di impedire la costruzione di un luogo di culto e di cultura". "Questa decisione - ricorda - limita il diritto di culto e la libertà religiosa protetti dalla Costituzione Italiana, alimenta un clima di sospetto e sfiducia nei confronti di una comunità pacifica e ben integrata nella vita della città, scaricando sulle spalle dei cittadini costi elevati e ingiustificati". Per questo ha promosso un'analisi dei motivi urbanistici addotti dall'amministrazione nella riconsiderazione del progetto, definendoli "pretestuosi e inconsistenti". Ecco punto per punto cosa viene contestato.

"Servono parcheggi"

Il comitato rileva come gli stalli di sosta non sarebbero un reale problema. Per quanto riguarda il Cus infatti "ha un parcheggio interno enorme (più 2500mq), che rimane perennemente semivuoto", mentre per il mercato "il parcheggio a nord è utilizzato solo nei giorni di mercato (due alla settimana) ed anche in queste occasioni non è mai pieno (contrariamente a quanto erroneamente affermato sulla VAS a pg. 14). Tra l'altro il progetto della moschea prevede la realizzazione di 64 posti auto, fruibili liberamente dal quartiere. Ma se davvero si volesse ulteriormente aumentare il numero di parcheggi, meglio sarebbe fare una variante sull'area ex-enel, che è più vicina al sia al mercato che al centro". Lo stesso vale per il nuovo stadio: " In questa zona ci sono già moltissimi parcheggi, quello di via Paparelli (18000 mq), quello immediatamente a nord (5000 mq), quello in fondo a via di Pratale (10000 mq). Tutti questi parcheggi non si saturano in occasione delle partite".

"Causerà traffico"

"La moschea - spiega il comitato - induce movimenti di traffico molto modesti, che comunque non si vanno a sovrapporre a quelli del mercato (sabato) o dello stadio (domenica) in quanto la funzione è di venerdì, nella pausa pranzo. Tant'è che pochi sanno che la funzione religiosa, già ora, avviene presso la struttura del Cus. Anzi: disponibilità del grande parcheggio scambiatore di via Paparelli e la facilità con la quale si raggiunge la zona anche con mezzi alternativi (a piedi, in bici, in bus) sono garanzie del fatto che l'aggravio di traffico sarà pressochè nullo".

"Deturpa paesaggio e verde pubblico"

Alla motivazione che riduce il verde pubblico, il comitato eccepisce che "nonostante, in generale, a Pisa ci sia certamente bisogno di più aree verdi, quella della moschea è una delle zone più ricche di verde: infatti gli impianti del Cus sono proprio sull'altro lato della strada. E' forse utile ricordare che, grazie ad un accordo col Cus stipulato dalla passata amministrazione diversi anni fa, gli impianti possono essere utilizzati liberamete dalla cittadinanza".

Per quanto riguarda il paesaggio "si tratta di un edificio alto 9 metri con 3 torri di 11 metri ed una di 14.5; pertanto rispetta il vincolo urbanistico ed è perfino mediamente più basso dei condomini adiacenti. Rappresenterà certamente l'edificio di maggior pregio della zona, contribuendo con i suoi spazi a rivitalizzare quest'area marginale del quartiere. L'equivoco sull'impatto visivo della moschea nasce anche dal fatto che ancora gira (e viene fatto girare) un vecchio rendering, che non corrisponde minimamente a quello attualmente in discussione".

"Causa insicurezza"

"La moschea - ricorda il comitato - è un'occasione di integrazione per le 27 diverse nazionalità che compongono la comunità islamica pisana, le quali, per forza di cose, comunicano tra loro in italiano; al contrario la mancanza di un riferimento unitario favorisce il proliferare incontrollato di luoghi informali dove piccole comunità etniche praticano ciascuna il culto nella propria lingua".

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"Area a rischio idraulico. Ci sono alternative"

"Il rischio idraulico è più basso nella zona della moschea rispetto all'adiacente comparto 1, dove è prevista una quarantina di nuovi appartamenti, e a molte altre zone di Porta a Lucca". 'Sì alla libertà di culto' insiste poi spiegando che "l'area dove è attualmente prevista la moschea è situata ai margini del quartiere, ma molto vicina al centro. E' quindi in una posizione ideale per essere raggiunta a piedi o in bicicletta (è anche previsto un percorso ciclopedonale dalla rotonda Martiri delle Foibefino alla moschea). Anche chi giungesse in auto può trovare posto nel parcheggio scambiatore e raggiungere la moschea in qualche minuto, a piedi. C'è un’area più adatta? Non possiamo escluderlo. Tuttavia fino a questo punto l'amministrazione ha solo vagheggiato di soluzioni alternative (a volte strampalate). Se davvero esistesse un'alternativa valida, sarebbe saggio che il Comune proponesse tale area in permuta: in questo modo si risolverebbero tutti i problemi evitando un contenzioso inutile e dannoso per tutti".

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