Maleodoranze a Calambrone, ancora disagi: "Di notte è impossibile tenere le finestre aperte"

L'argomento è stato affrontato ieri, 19 settembre, in una seduta congiunta della I e della II Commissione Consiliare

L'area industriale Nord di Livorno e Collesalvetti

Proseguono le segnalazioni di maleodoranze da parte degli abitanti di Calambrone (Pisa) e Stagno (Livorno). I residenti continuano infatti ad evidenziare, come già accade ormai da qualche mese, odore di uova marce ed idrocarburi attribuendone l’origine alle attività della raffineria Eni e degli impianti dell’area nord del porto di Livorno. L'argomento nella giornata di ieri, 19 settembre, è stato al centro dei lavori della I e della II Commissione Consiliare del Comune di Pisa, su sollecitazione del gruppo consiliare di Diritti in Comune.

"Le prime segnalazioni di maleodoranze - ha spiegato per Diritti in Comune Tiziana Nadalutti - risalgono a fine 2018. In seguito a queste segnalazioni ci sono stati dei sopralluoghi effettuati da Arpat e Vigili del Fuoco. Vorremmo sapere se è stato fatto un monitoraggio, quali sono i dati disponibili e che azioni si intendono portare avanti per risolvere la situazione".

Nel corso della seduta è intervenuta anche una residente a Calambrone che ha descritto i disagi con cui i cittadini sono costretti a fare i conti: "Dall'inizio dell'anno - ha spiegato Daniela Bondi - ho fatto personalmente almeno una quarantina di segnalazioni. Il problema si avverte soprattutto di notte, quando vengono fatte le pulizie delle vasche: nonostante viva al mare non posso dormire con le finestre aperte e se lo faccio mi sveglio con il mal di testa e problemi di respirazione. Come cittadini abbiamo già presentato due esposti in Procura".

A fare il punto della situazione per il comune di Pisa è stato Marco Redini, responsabile dell'ufficio Ambiente. "L’area di Stagno e Livorno Nord - ha affermato Redini - è stata già oggetto di un'indagine i cui risultati sono stati presentati a Collesalvetti a marzo scorso". Nel documento vengono prese in considerazione soprattutto le emissioni rilasciate dalla raffineria Eni con la quale è stato poi concordato un piano di miglioramento per ridurre le emissioni. Le attività e gli interventi previsti dal piano sono state completate richiedendo un impegno economico da parte dell'azienda di circa 6 milioni di euro. "I lavori - ha continuato Redini - si sono conclusi a fine 2018. Eni si inoltre impegnata a realizzare ulteriori interventi di mitigazione nel corso del 2019. Per gli altri impianti petroliferi della zona, che potrebbero essere causa o concausa delle maleodoranze, sono in corso accertamenti. In diversi impianti sono già stati attivati degli interventi di adeguamento".

Una valutazione complessiva della situazione verrà però fatta da Arpat solo dopo il completamento degli interventi previsti per il 2019. "Siamo in contatto con Arpat - ha proseguito Redini - e i comuni di Livorno e Collesalvetti. Una volta terminato il monitoraggio decideremo come muoverci sul piano amministrativo". Tra le novità annunciate da Redini anche la possibilità di installare una centralina di monitoraggio nella zona e il prossimo avvio di uno studio epidemiologico, coordinato dal Cnr, che prenderà in considerazione le emissioni odorifere ed acustiche dell'intero territorio comunale.

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