Con i lavoratori e le lavoratrici della Manital in sciopero: regolarità dei pagamenti e garanzie sul futuro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Diritti in Comune sostiene i lavoratori e le lavoratrici del consorzio Manital che oggi, in tutta Italia, hanno fatto sciopero contro i ritardi nei pagamenti dei loro stipendi. Il consorzio ha in appalto i servizi di pulizia della stazione di Pisa Centrale e di molti altre strutture ferroviarie in Toscana e, da quasi due anni, corrisponde gli stipendi con ritardi anche di mesi. Nonostante la società abbia recentemente fornito rassicurazioni sul ritorno alla normalità dei pagamenti, riteniamo necessario non abbassare la guardia: aspettiamo di vedere l'effettiva regolarità dei pagamenti dei prossimi mesi. Inoltre, lo scorso 5 luglio l'azienda ha reso noto che intende subappaltare il servizio ad una ulteriore società: servono impegni pubblici e concreti da parte della Manital che ciò avvenga con la massima trasparenza e non comporti alcuna penalizzazione per le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici.
Gli enti locali non possono far finta di nulla. Nei mesi scorsi abbiamo ottenuto l'approvazione, da parte del Consiglio Regionale, di una mozione a tutela dei lavoratori della Manital. Chiediamo che anche la giunta comunale di Pisa faccia la sua parte per garantire i diritti di chi lavora, così come il diritto di chi attraversa la stazione ad avere spazi puliti. L'assessore ai rifiuti aveva dichiarato di voler seguire la vicenda: che cosa ha fatto concretamente in questi mesi dopo avere incontrato – come doveroso – i lavoratori e i responsabili di Rete Ferroviaria Italiana, committente dell'appalto? 
Quando, come nel caso della Manital alla Stazione di Pisa, si vincono le gare con ribassi che superano il 40% della base d'asta, la differenza di costo rischiano sempre di pagarla le lavoratrici e i lavoratori. Col ricatto di non riassumere alla scadenza dell'appalto, le società impongono dilazioni nei pagamenti, riduzioni insostenibili degli orari senza una riduzione, o persino con l'aumento, dei carichi di lavoro, violazioni delle norme in materia di salute e sicurezza. Per questo, insieme alla solidarietà dimostrata anche oggi incontrando i dipendenti del consorzio in sciopero, per noi la priorità resta una riforma strutturale del sistema degli appalti che restituisca dignità e diritti al lavoro, salvaguardando la qualità dei servizi.
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