Ceramica pisana dal medioevo all'età moderna

Sabato 4 agosto al Centro Espositivo SMS un viaggio nella storia della città. Rivoluzioni tecnologiche, commerciali e culturali attraverso secoli di commerci e invenzioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il dominio sul Mediterraneo, la conquista fiorentina e le grandi innovazioni tecnologiche: Pisa si racconta attraverso la storia delle sue ceramiche. Appuntamento il 4 agosto alle 20.30 al Centro Espositivo SMS all'interno della mostra “Pisa Città della Ceramica” per la conferenza “Ceramica pisana dal Medioevo all’Età moderna”, un viaggio alla scoperta della ceramica pisana guidato dalla dottoressa Marcella Giorgio, funzionario archeologo per il Polo Museale della Sardegna e archeologa professionista specializzata nello studio della ceramica medievale e post-medievale. L’appuntamento dà ufficialmente il via alle visite in notturna alla mostra “Pisa Città della Ceramica”: ogni sabato e domenica di agosto il Centro SMS sarà aperto dalle ore 18 alle 22, mentre resterà chiuso nei giorni feriali e in orario diurno. Visitare la mostra significa fare un viaggio attraverso dieci secoli di storia e di cambiamenti sociali e culturali. Dal 900 d.C. e nel giro di pochi secoli, Pisa visse un’ascesa prima e un declino poi ben testimoniati dai reperti rinvenuti in città. L’arrivo a Pisa di un gran numero di ceramiche di provenienza bizantina ed islamica, databili tra il X e il XIII secolo, coincise, ad esempio, con l’apice dell’espansione della Repubblica Marinara, mentre la produzione di maioliche arcaiche autoctone, realizzate a partire dal Duecento con una tecnica di smaltatura importata dalle Baleari, conferma il ruolo da protagonista culturale e commerciale della città sull’intero bacino mediterraneo dell’epoca. Con la conquista fiorentina, i dazi medicei e la concorrenza delle ceramiche di Montelupo, Pisa affrontò un periodo di grande crisi nel XV secolo e gran parte dei vasai fu costretta a lasciare la città. I restanti artigiani, tuttavia, riuscirono a inventare una nuova tecnologia – l’ingobbiatura graffita – che permetteva la produzione di un gran numero di terrecotte a basso costo, riuscendo perciò a coprire vasti segmenti di mercato di fascia medio-bassa, che non potevano permettersi le maioliche fiorentine. Le ceramiche ingobbiate e graffite divennero un prodotto standard nelle botteghe pisane e, seppure nella loro semplicità, nel Cinquecento e nel Seicento ebbero tanto successo da essere importate in tutto il Mediterraneo e nel Nord Europa, fino ad attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere il nuovo continente americano. L’evento è realizzato insieme con la Soprintendenza ABAP di Livorno e di Pisa e il Polo Museale Fiorentino, con il sostegno della Fondazione Pisa, del Comune di Pisa e della Camera di Commercio di Pisa. Ha ricevuto il sostegno e la collaborazione di Acque S.p.A., Donati Laterizi, Unipol Sai, di club di servizio (Rotary, Lions, Soroptimist e Innerwheel di Pisa e del territorio) e di altre associazioni culturali cittadine (Archeoclub di Pisa, Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani), oltre che di alcune ditte del settore produttivo e dalle sedi locali dei soci Coop. Hanno aderito e partecipano all’iniziativa diffusa sul territorio i Comuni di Calcinaia, Santa Maria a Monte, Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d’Arno, San Miniato e Fucecchio insieme ai loro musei e aree archeologiche, oltre alla Diocesi di San Miniato per mezzo del suo museo. La mostra è patrocinata dal MiBACT, dalla Regione Toscana e dall’Università di Pisa.

Info evento: https://www.facebook.com/pisacittadellaceramica/ Sito internet: www.pisacittaceramica.it E-Mail: pisacittaceramica@gmail.com

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