Congresso Mondiale delle Famiglie: la FP Cgil prende le distanze dalla mozione urgente approvata ieri dal Consiglio Comunale di Pisa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Spesso diventa difficile esprimere un’opinione mantenendo i toni del politicamente corretto quando certe azioni superano ampiamente e orgogliosamente i limiti della decenza o della semplice umana intelligenza.

È con grande sdegno che apprendiamo dell’approvazione, nella seduta consiliare del 26 marzo, della mozione urgente, presentata dalla maggioranza, da parte del Consiglio Comunale di Pisa in sostegno al XIII Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 21 al 31 marzo.

A titolo informativo crediamo sia utile innanzitutto spiegare in cosa consista veramente questo congresso, se proprio tale termine vogliamo utilizzare.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie, traduzione di World Congress of Families, WCF, riunisce sotto un nome rassicurante quello che altro non è se non un movimento globale antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI. È inoltre classificato come “gruppo d’odio” dal Southem Poverty Law Center, organizzazione legale americana senza fini di lucro, impegnata nella tutela dei diritti delle persone, riconosciuta a livello internazionale per i suoi programmi di educazione alla tolleranza e le sue vittorie legali contro gruppi razzisti e per l'impegno nell'individuazione di quei gruppi che propagandano idee di odio razziale o religioso.

Premesso questo ci piacerebbe elencare brevemente alcuni degli elementi partecipanti a questo “innocuo raduno di personalità” che vuol tutelare la “famiglia tradizionale” da chissà quali pericoli e a cui i consiglieri di maggioranza forniscono un così accorato sostegno, talmente appassionato ed emozionale da scordarsi di specificare l’oggetto nel testo della mozione tanto da aggiungerlo a penna:

  • Dmitri Smirnov: arciprete della Chiesa ortodossa russa che ha definito «assassine e cannibali» le donne che decidono di abortire;

  • Lucy Akello: parlamentare ugandese ricordata per diverse affermazioni, da lei recentemente smentite, sul fatto che l’omosessualità andrebbe perseguita con la pena di morte nel caso in cui sia aggravata e con l’ergastolo come misura minore;

  • Igor Dodon: l’attuale presidente della Moldavia, subito dopo la sua elezione ha affermato di non essere il presidente dei gay in quanto i gay dovrebbero avere un loro presidente;

  • Alexey Komov: ambasciatore russo del World Family Congress presso l’Onu, ha giustificato gli atti di omofobia in crescita in Russia spiegando “Trovo che sia ridicolo parlare di omofobia al massimo possiamo dire che è una semplice avversione verso certi stili di vita, tipici dei gay”;

  • Brian Brown: presidente dell’International Organization for the Family, afferma che «l’esercito è per la guerra, non per le erezioni», riferendosi alla sua opposizione all’ingresso dei transessuali nelle Forze Armate. È contro i matrimoni fra individui dello stesso sesso e ha detto che le «pulsioni omosessuali si possono riparare»;

  • Katalin Novak: ministro della famiglia del governo ungherese di estrema destra guidato dal premier Viktor Mihály Orbán, ha varato una legge che esenta dal pagamento dell’imposta sul reddito le donne con almeno quattro figli dichiarando: “Non vogliamo più migranti, ma più bambini ungheresi e in generale più bambini europei cristiani”.

Un parterre di tutto rispetto a quanto pare e nonostante possano sembrare rassicuranti le parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Io non tolgo nessun patrocinio, pur condannando l’omofobia senza se e senza ma” non possiamo non notare che il palco di Verona sarà calpestato da una folta schiera di oratori omofobi, misogini e sessisti cui si aggiungono i colleghi di partito Matteo Salvini, Simone Pillon e Lorenzo Fontana.

Insomma un problema di fondo esiste e non possiamo ignorarlo.

Cosa significa tutelare la famiglia tradizionale?

Vorremmo in primis capire cosa è veramente la famiglia, se un semplice involucro biologico atto al proseguimento di una specie o la prima, importante, elementare forma di aggregazione sociale, fonte di valori nonché educatrice di individualità atte a formare la più ampia famiglia umana. In tal senso non facciamo nostra alcuna definizione di genere o status, se qualcosa va tutelato esso è l’individuo nella sua unicità e potenzialità.

Restiamo stupiti di fronte a certe prese di posizione da parte di quegli organi istituzionali che dovrebbero instillare nel cittadino fiducia e invece fanno da amplificatore di demagogie xenofobe, propagande sessiste, esternazioni di odio puro e demonizzazioni della diversità.

Con fermo sdegno e tuttavia doveroso rispetto verso le istituzioni prendiamo le distanze da queste iniziative convinti del fatto che il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona si differenzi dal VII Raduno di Norimberga semplicemente per la collocazione geografica e temporale.

La FP CGIL sarà presente sabato a Verona per manifestare pacificamente contro l’imposizione di un modello di società retrivo e che non rispecchia e non rispetta i principi di uguaglianza e di non discriminazione garantiti dalla nostra Costituzione.


 

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