Alluvione, il Consorzio di Bonifica: "Nessuna responsabilità e non siamo un Ente inutile"

Il presidente Marco Monaco: "La nostra struttura ha funzionato alla perfezione le responsabilità sono semmai di altri, ma non serve trovare colpevoli. Interi quartieri allagati a causa della speculazione edilizia. Necessaria maggiore prevenzione"

In alto una strada allagata. In basso Marco Monaco, presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno

Punto primo: il nubifragio del 24 agosto scorso è stato un evento atmosferico di portata eccezionale e si poteva fare ben poco per limitarne i danni. Punto secondo: il Consorzio di Bonifica non ha responsabilità su quanto accaduto, le responsabilità sono semmai di altri. Punto terzo: interi quartieri della città scontano il prezzo della speculazione edilizia degli anni '70, "quando si costruiva e basta senza pensare ad adeguare contemporaneamente i servizi". Punto quarto: è necessario un cambio di mentalità che permetta di aumetare gli investimenti in opere di prevenzione.

Abbiamo incontrato il presidente del Consorzio 4 Basso Valdarno, Marco Monaco, per fare una 'chiacchierata' su quanto accaduto in città il 24 agosto scorso. "Il nostro compito - spiega Monaco - è quello di gestire le acque meteoriche. Nei terreni collinari l'acqua va via da sola, mentre nei terreni pianeggianti, come Pisa, l'acqua va portata via e proprio a questo servono gli impianti idrovori. A chi pensa che i Consorzi di bonifica siano Enti inutili rispondo dicendo che senza il nostro lavoro Pisa tornerebbe ad essere una città lagunare come 3mila anni fa, numerosi studi lo dimostrano".

NESSUNA RESPONSABILITA'. Il punto fermo è il carattere di eccezionalità di quanto accaduto alcune settimane fa. "Partendo da questo presupposto - dice Monaco - posso affermare che per quanto ci riguarda non c'è stato niente che non abbia funzionato. I problemi maggiori si sono avuti sulle fognature miste, la cui competenza è di Acque Spa".

Emblematico da questo punto di vista è il caso di Corso Italia, finito sott'acqua almeno per metà. La causa di questo allagamento, come emerso grazie ad un question time del consigliere 5 Stelle Elisabetta Zuccaro, è da attribuirsi ad un canale ottocentesco chiamato Scoli di Pisa, che passa anche da Viale Bonaini. Un canale profondo oltre due metri ed interrato per almeno due terzi, cosa che evidentemente complica ulteriormente lo scolo delle acque. Il soggetto competente è Acque Spa. "E' però inutile cercare dei colpevoli - prosegue Monaco - i problemi si possono risovere solo tutti insieme, con tutti i gestori delle acque che si siedono intorno ad un tavolo per trovare delle soluzioni".

SPECULAZIONE EDILIZIA. Alcune delle zone più colpite della città sono quelle costruite in tempi più recenti, come ad esempio Cisanello e Pisanova. Tra questi anche il Polo Ospedaliero. "Questo si spiega con il fatto - afferma Monaco - che i servizi sono ancora quelli di quando tutto intorno non si era ancora cementificato. La speculazione edilizia, negli anni '70 e '80, ha fatto grossi danni: si è pensato solo a costruire, dove c'erano dei campi ora ci sono costruzioni ed è chiaro che la capacità del terreno di assorbire è diminuita. Contemporaneamente avrebbero dovuto adeguare anche i servizi, ma tutto ciò non è stato fatto".

Al contrario in un quartiere come Porta a Lucca, tradizionalmente a rischio allagamenti, l'impatto delle piogge è stato inferiore. "Sicuramente - continua Monaco - sono stati importanti i lavori in somma urgenza che abbiamo realizzato al Fosso delle Palazzine, dopo gli allagamenti del 2012. Qui il Fosso è stato allargato e di conseguenza le acque defluiscono con più facilità".

CAMBIO DI METALITA' E PIU' PREVENZIONE. "Poco tempo fa ho detto una frase - continua ancora Monaco - e cioè che servono meno tagli di nastro e più investimenti. Era una frase che non era riferita a qualcuno in particolare, anche perchè gestisco un territorio che comprende 55 Comuni. E' una tendenza tipicamente italiana quella di andare ad inaugurare le grandi opere, quelle che passano alla storia. Ho notato che le opere idrauliche non hanno invece lo stesso appeal, e anzi dal punto di vista degli investimenti si sono fatti passi indietro".

Monaco denuncia poi i ritardi della Regione Toscana. "Abbiamo 8 progetti - spiega il presidente del Consorzio di Bonifica - che sono già esecutivi e quindi 'cantierabili'. Si tratta di 8 opere sparse sul territorio che servono per migliorare il livello di sicurezza idraulica della nostra area. Questi progetti sono stati finanziati con 1,8 milioni di euro: 600mila euro li abbiamo messi noi e 1,2 milioni la Regione Toscana. Purtroppo questi soldi non sono ancora arrivati e di conseguenza queste opere sono ancora ferme. Capisco che se la Regione investe tutte le risorse in opere di somma urgenza poi i soldi finiscono. Non è un'accusa nei confronti della Regione, dico solo che è un vizio tipicamente italiano quello di intervenire quando i danni ormai sono già stati fatti. E' necessario un cambio di mentalità, per poter investire in opere di prevenzione".

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