Una contro-manifestazione durante Canapisa: "Pretesto per annullare la parata"

Dopo l'iniziativa del deputato Ziello di un presidio il 3 maggio, giorno in cui si decidono le prescrizioni per Canapisa, il sindaco Conti promuove una manifestazione proprio il 18. 'Cittàperta': "Si vuole creare il problema ordine pubblico"

Si avvicina la data di Canapisa, la parata antiproibizionista attualmente prevista in città per il 18 maggio, e così il dibattito sull'evento si accende. Dopo il caso del sondaggio poi cancellato dell'assessore Latrofa, episodio criticato dal deputato Ziello, proprio quest'ultimo aveva lanciato un presidio per il 3 maggio in Piazza Mazzini, sede in cui in Prefettura si sarebbe svolta una riunione con il Questore per decidere eventuali prescrizioni agli organizzatori della parata, come la definizione del percorso. Il questore Rossi ha già espresso la necessità generale, come in passato, della presenza di "comprovati motivi di ordine pubblico" per non consentire la manifestazione, che negli anni si è infatti sempre realizzata, pur con le lamentele della cittadinanza coinvolta. 

L'idea di Ziello di mobilitare chi non vuole Canapisa è stata ripresa oggi dal sindaco di Pisa Michele Conti, che ha lanciato una vera e propria contro-manifestazione proprio il giorno stesso della street-parade. "Sono pronto, da sindaco - scrive in un post, in conclusione - a indossare la fascia tricolore e mettermi alla testa di una manifestazione di cittadini pisani, persone perbene che non vogliono Canapisa, da svolgersi proprio il prossimo 18 maggio, per dare un segnale chiaro a chi ancora non lo ha capito: Pisa Canapisa non la vuol più vedere!".

In precedenza Conti ha spiegato che "da mesi stiamo interloquendo con le istituzioni preposte per le molte questioni riguardanti l'ordine pubblico nella nostra città fra le quali Canapisa, nell'eventualità che la manifestazione si svolgesse così come annunciato dagli organizzatori. Sono ben conscio del ruolo di sindaco e per questo lavoro spesso in silenzio, consapevole che certi problemi vanno affrontati con gli strumenti che la legge ci mette a disposizione nelle sedi opportune. Con altrettanto chiarezza e nel completo rispetto dei ruoli, ho sempre detto in maniera franca e diretta a Prefetto e Questore che quella manifestazione, così come viene organizzata da anni, a Pisa non dovrebbe essere più svolta. Questo perché sono il sindaco di una città che è stanca di ospitare una esibizione che porta un vero e proprio scempio lungo le nostre strade, con uso di droga, molti reati commessi, persone che finiscono al pronto soccorso, deiezioni e rifiuti di ogni genere da togliere il giorno dopo con le tasse che pagano i pisani. Non si tratta qui di mettere in dubbio i principi costituzionali e la libertà di manifestare, si tratta di porre fine, proprio in questa città, a uno spettacolo indecoroso che Pisa non vuole, anzi subisce. Si spostino altrove i manifestanti".

L'ipotesi di una seconda manifestazione il 18 maggio è affrontata dall'associazione 'Pisa Cittàperta', che ricorda: "Per anni la destra pisana ha sostenuto che un'amministrazione comunale e in particolar modo un sindaco hanno il potere di impedire un evento come quello di Canapisa. Il centrosinistra, veniva insinuato, non impediva lo svolgimento di Canapisa perché, alla fin fine, ne condivideva contenuti e modalità. Lega e alleati hanno costruito la campagna elettorale dello scorso anno con la promessa di impedire lo svolgimento di Canapisa. Mentivano sapendo di mentire. Arrivata al governo, la destra ha dovuto smettere con le falsità e scontrarsi con la dura realtà: il diritto a manifestare è costituzionalmente garantito e le manifestazioni le autorizza la Prefettura". 

"Ora la destra al governo della città - prosegue l'associazione - decide di vestire nuovamente i panni dell'opposizione e riparte con la propaganda: un assessore lancia un sondaggio su Facebook, salvo rimuoverlo dopo neanche 48 ore perché l'esito diventa contrario rispetto alle sue aspettative, mentre i leghisti decidono di chiamare alla mobilitazione di piazza. C'è chi, come il deputato locale, convoca una manifestazione per venerdì, quando la Prefettura dirà l'ultima parola in merito allo svolgimento del corteo del 18 maggio. C'è chi, come il primo cittadino, vuole fare una contro-manifestazione, proprio il giorno di Canapisa: un modo strumentale e pretestuoso per cercare di far annullare entrambi gli eventi con la scusa di eventuali problemi di ordine pubblico. Facile continuare a fare propaganda: più difficile mantenere le promesse elettorali".

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