Aeroporto: dà in escandescenza al check-in e distrugge alcuni apparecchi

L'uomo è stato poi arrestato. Fermate diverse persone che hanno esibito documenti falsi. Il bilancio di mezza estate della Polizia di Frontiera Aerea

Bilancio di mezza estate per la Polizia di Frontiera Aerea presso il 'Galilei' che, come ogni anno, nella stagione estiva ha intensificato le propria attività, rendendo, in particolare, più capillari ed attenti i controlli di frontiera nei confronti dei passeggeri in arrivo ed in partenza sia per i Paesi dell’area Schengen che, e soprattutto, per quelli extra Schengen.

E' stato potenziato l’impiego di personale specializzato nel controllo documentale per la rilevazione di eventuali falsificazioni e/o alterazioni nei documenti, soprattutto nelle tratte considerate più a 'rischio'. Il dispositivo si è reso ancor più necessario per la presenza di alcuni nuovi collegamenti aerei da e verso Paesi extra Schengen, quali Marocco e Turchia, oltre ai già esistenti voli da e per Qatar, Russia, Albania, Irlanda e Gran Bretagna.
Per la 'Summer 2019' è stata inoltre incrementata, grazie anche all’impiego dei militari del dispositivo 'Strade Sicure', l’attività di pattugliamento e sicurezza nell’area aeroportuale, comprese le zone limitrofe e quelle di accesso all’aerostazione, con la presenza di pattuglie sia in uniforme che in borghese, e collaborando con ENAC, Toscana Aeroporti, Compagnie aeree ed altri Enti interessati, alla gestione di tutte le criticità emerse e legate alla notevole affluenza di passeggeri nonché ai disagi via via verificatisi, causati da ritardi, scioperi o cancellazioni di voli.

Proprio nel corso dei predetti servizi, dal mese di maggio a fine luglio, periodo nel quale sono transitate dallo scalo aereo di Pisa, in arrivo o in partenza, oltre un milione e mezzo di persone, sono state respinte alla frontiera, perché non in regola con i previsti requisiti per l’ingresso regolare nel territorio dello Stato, 83 persone, in prevalenza di nazionalità albanese.

Sono stati poi individuati e arrestati, in esecuzione di altrettanti provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria, 4 cittadini stranieri, mentre altre 2 persone, marito e moglie, di nazionalità iraniana, che tentavano di imbarcarsi su un volo per il Regno Unito esibendo alla Guardia di Frontiera passaporti di nazionalità belga, sono stati arrestati in flagranza del reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, art. 497 bis c.p, in quanto i passaporti esibiti, dopo attento esame da parte degli operatori, sono risultati contraffatti. I documenti sono stati sequestrati ed i due sono stati giudicati con rito direttissimo.

Sono stati inoltre denunciati due cittadini di nazionalità turca, fratello e sorella, di etnia curda, che hanno tentato di imbarcarsi su un volo per il Regno Unito, esibendo passaporti con vignette visto inglesi risultate false, come accertato dalla Polizia di frontiera in collaborazione con gli Ufficiali di collegamento britannici. Anche in questo caso i documenti sono stati sequestrati ed i due stranieri denunciati per la violazione di cui all’art. 5 comma 8 bis del Testo Unico sull’Immigrazione. I predetti hanno successivamente formalizzato sul territorio nazionale richiesta di asilo.

Nel mese di luglio, è stato denunciato all'Autorità Giudiziaria per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, un cittadino di nazionalità albanese di 25 anni, regolarmente soggiornante sul territorio italiano, in quanto, in preda ad un impeto d’ira presso i banchi di accettazione del volo diretto a Tirana, utilizzando un bastone di ferro divelto dalla propria valigia, ha distrutto alcuni strumenti elettronici al check-in, opponendo poi tenace resistenza agli agenti intervenuti per calmarlo ed identificarlo.

Infine, a seguito della denuncia presentata dal titolare della ditta P.B.A. s.n.c. operativa presso l'aerostazione civile, relativa al furto, la notte del 23 luglio, di una Mercedes Sprinter, rubata da un’area di parcheggio dell’aeroporto, gli agenti, grazie ad un sistema GPS installato sul mezzo, hanno rintracciato il veicolo in una strada di Verona. Gli immediati e tempestivi accertamenti svolti con la collaborazione del personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della città veneta, hanno permesso di recuperare il mezzo e riaffidarlo al legittimo proprietario.

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