Controlli serrati agli ambulanti, la denuncia: "E' accanimento che mette a rischio le persone"

Manifestazione sabato mattina di una delegazione dei venditori insieme ad Africa Insieme e Rebeldìa: "In nome del decoro si attacca una componente in difficoltà della popolazione"

Una stretta securitaria che mette a repentaglio l'incolumità delle persone. E' quanto starebbe accadendo a Pisa ai danni dei venditori ambulanti, come denunciato da una loro rappresentanza e dalle associazioni Africa Insieme e Progetto Rebeldìa in una manifestazione stamani, primo luglio, in via Cammeo.

"Un clima da Far West" dicono gli attivisti, in quanto è da una settimana che si verificherebbe un "accanimento nei confronti dei venditori ambulanti della zona del Duomo. Una storia che si ripete, un copione sempre uguale: in nome di un non meglio definito 'decoro', si attacca una componente della popolazione in difficoltà economica a causa della crisi, e che dopo anni di lavoro regolare sul territorio cerca di procurarsi da vivere vendendo ai limiti del centro storico, cercando quindi di intercettare chi effettivamente poi questa merce la compra, ovvero i turisti".

I manifestanti parlano di vere e proprie retate andate in scena "per più giorni consecutivi, da parte sia dei Vigili Urbani sia di Carabinieri in borghese, così almeno si sono qualificati. Queste azioni hanno portato al sequestro di merce, senza che venisse rilasciato alcun verbale, e senza che venisse effettuato alcun controllo sulle licenze di vendita, che a quanto ci risulta molti venditori avevano".

In particolare "nella giornata di venerdì i vigili hanno effettuato una ennesima 'retata' nella zona del Duomo, le cui modalità sono state, secondo le testimonianze da noi raccolte, del tutto sproporzionate rispetto ai presunti illeciti dei venditori: nell'area di via Cammeo si è assistito a inseguimenti, urla, persone strattonate e buttate per terra. Un clima da far west che ha generato un’inevitabile confusione, anche tra i passanti e i turisti, e che ha costretto i venditori a fuggire cercando di mettere in salvo le loro cose. I Vigili Urbani non si sono accontentati nemmeno della merce che rimaneva sul posto, ma hanno inseguito i venditori, in una vera e propria caccia all'uomo, buttando un ragazzo a terra nel mezzo alla strada con uno scooter che passando per poco non lo investiva".

IL VIDEO DELL'ACCADUTO

Un sistema che risente, secondo Africa Insieme e Rebeldìa, del "clima politico che ha portato all'approvazione dei Decreti Minniti-Orlando, che sembra aver definitivamente 'sdoganato' questi comportamenti delle forze dell'ordine, la cui azione dovrebbe invece rimanere proporzionata ai reati che vengono di volta in volta commessi. Non possiamo permettere che a Pisa succeda quanto solo qualche tempo fa è accaduto a Roma in cui in una retata simile, in nome di una parola vuota come 'decoro', Niang Maguette, un lavoratore senegalese di 50 anni, è morto mentre cercava di guadagnare qualcosa per sé e la propria famiglia".

"Sappiamo bene - concludono i manifestanti - che vendere merce contraffatta è un reato, in quanto configura una violazione del diritto di autore: si tratta, è bene ricordarlo, di un illecito simile a quello che si compie quando si scarica un film o un pezzo musicale dal web senza pagarlo. Un illecito penale che le forze dell’ordine hanno l’obbligo di perseguire, dunque, e che tuttavia non comporta una violenza alle persone e alle cose: pensare di punirlo con questo furore, come se si trattasse di una rapina o di un omicidio, ci sembra del tutto fuori luogo, oltre che illegittimo e illegale".

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