Senzatetto, a Pisa numeri da capogiro: 250 homeless e 800 rom

Durante il sesto seminario europeo sui senza dimora è stata analizzata la situazione italiana, toscana e pisana. L'assessore Ciccone: "Ordinanze di sgombero per ripristinare la sicurezza"

Lo sgombero di alcune settimane fa sulla golena dell'Arno a Cisanello

Si è svolto questa mattina al Polo Carmignani di Pisa il convegno su "Senza dimora e flussi migratori", il sesto seminario europeo di ricerca dedicato al fenomeno degli homeless, promosso da federazioni italiana ed europea degli organismi per le persone senza fissa dimora (Fiopsd e Feantsa) e dall'osservatorio europeo sugli homeless, insieme al centro interdisciplinare di Scienze per la pace dell'ateneo pisano. Il convegno è stato dedicato a Francesco D'Ancona, il senzatetto ritrovato due giorni fa morto in un casolare nella zona di Cisanello.
"E' un pensiero dovuto - hanno spiegato in una nota gli organizzatori Paolo Pezzana, Freek Spinnewiijn e Volker Busch Geertsema - dato che per noi il lavoro di ricerca è finalizzato a mettere al centro le persone che vivono queste forme acute di disagio e che talvolta possono condurre anche alla morte anche quando sono seguite e conosciute dai servizi sociali com'era nel caso di Francesco".

INDAGINE ISTAT PER CONOSCERE IL NUMERO DEI SENZATETTO IN ITALIA. Al convegno, a cui hanno partecipato più di 120 esperti fra accademici, ricercatori, rappresentanti istituzionali e operatori sociali provenienti da tutta Europa ma anche da Usa, Canada e Nuova Zelanda, ha preso parte anche Cristina Belliri, dirigente della Divisione politiche sociali del Ministero del welfare. "Entro dicembre avremo una fotografia precisa della marginalità in Italia: sapremo quanti sono i senza dimora sparsi sul territorio nazionale grazie a un'indagine condotta dall'Istat - ha affermato Belliri - sarà un punto di partenza per attuare interventi mirati e politiche di superamento della marginalità sociale. Intanto, a gennaio partirà nelle città sopra i 250 mila abitanti la sperimentazione della carta acquisti di cui saranno soggetti beneficiari gli enti no profit che avranno poi il compito di distribuirla tra gli indigenti". L'indagine dell'Istat, ha concluso Belliri, "é condotta con una metodologia precisa che censisce tutti gli organismi, pubblici, privati e del privato sociale, che a vario titolo offrono servizi ai senza dimora e consentirà non solo di avere un numero preciso degli aventi bisogno, ma anche del tipo di servizi che si offrono e quelli che si potrebbero offrire".

LA SITUAZIONE IN TOSCANA. Alla giornata di dibattito sulla tematica dei senzatetto anche l'assessore regionale al welfare Salvatore Allocca che ha fatto il punto sulla situazione toscana. "In assenza di risorse dobbiamo avere idee e per questo abbiamo istituito la cabina di regia regionale: servono politiche condivise tra i territori per affrontare la questione rom - ha sottolineato Allocca - mi rifiuto di pensare che quello dei rom sia solo un problema di collocazione sul territorio. E' chiaro che la politica degli sgomberi non serve, perché non si risolve il problema spostandolo da un comune all'altro. Servono percorsi comuni e condivisi che coinvolgano i territori e se si decidono politiche condivise anche la Regione può dare un contributo investendo risorse". La Toscana è tra le regioni dove la presenza dei nomadi è molto alta: Pisa una delle città con maggiore affollamento. "E' necessario - ha spiegato l'assessore regionale - lavorare tutti insieme, a cominciare dai comuni più esposti, per favorire percorsi di inclusione sociale e di integrazione vera. Il tavolo regionale serve a questo a coordinare politiche comuni e a elaborare una strategia condivisa".

LA SITUAZIONE A  PISA. Intanto, però, ha sottolineato l'assessore pisano alle politiche sociali, Maria Paola Ciccone, si deve fare i conti con i dati reali: "Noi sul territorio gestiamo, attraverso la Società della Salute, circa 250 homeless e 800 rom, un numero di presenze di persone che vivono la marginalità superiore almeno del 25% a quelle che possiamo sopportare, anche se naturalmente si tratta di situazioni diverse tra loro. E' evidente che servono interventi per diminuire questi numeri per intervenire di più e meglio. Anche perché in realtà come la nostra dove i servizi pubblici funzionano, i servizi stessi diventano elementi attrattori per altre presenze. Quindi la cabina di regia regionale è indispensabile proprio perché tutti devono fare la propria parte". Sugli sgomberi inoltre Ciccone ha precisato che "le ordinanze dei comuni non sono fatte a cuor leggero, ma sono l'extrema ratio per ripristinare condizione di sicurezza e legalità anche a favore degli stessi rom".

 

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