Coronavirus: Maurizio Mian dona un ecografo all'Università

Lo strumento, del valore di circa 100mila euro, sarà impiegato all’Ospedale di Cisanello per il monitoraggio dei pazienti Covid-19. La consegna è avvenuta sabato scorso

Lo strumento donato da Mian. Sotto l'imprenditore

L'imprenditore ed ex presidente del Pisa Calcio Maurizio Mian, ha donato al CISUP (Centro per l’Integrazione della Strumentazione dell’Università di Pisa) un ecografo in favore della lotta al Coronavirus. La consegna dello strumento, del valore di circa 100mila euro, è avvenuta sabato 11 aprile.

"Chiunque disponga di risorse economiche adesso come non mai è chiamato a fare qualcosa per la comunità - afferma l'ex presidente del Pisa Calcio. Questo ecografo è uno strumento molto utile in quanto permette di monitorare l’evolversi della malattia a livello polmonare". La scelta di dare una mano concreta al mondo universitario "nasce dal cuore". "Il legame con l’Ateneo è fortissimo - dice Mian - ho avuto quattro familiari che hanno insegnato a Pisa. Anch’io ho studiato e poi fatto ricerca qui, per poi dedicarmi ad altri settori. Nel prossimo futuro vorrei tornare ad essere utile, penso sia il modo migliore per mantenere vivo il ricordo dei miei miei cari e allo stesso tempo aprire una porta sul futuro. Questa emergenza ci insegna che dobbiamo investire molto di più nella conoscenza scientifica per essere pronti a fronteggiare le sfide del domani”.

"Con questo ecografo - spiega il prof. Davide Caramella, ordinario di Radiologia dell’Università di Pisa - sarà possibile effettuare ecografie polmonari, studiando le alterazioni del polmone subito al di sotto della parete toracica. Spesso le lesioni da Coronavirus sono periferiche, vicine appunto alla parete toracica, quindi è fondamentale poter monitorare l’evoluzione delle stesse con l'ecografia. In tal modo si può evitare di spostare il malato dal letto, riducendo così il disagio per lui ma anche i rischi che conseguono ad un suo spostamento all'interno della struttura".

L’ecografo donato da Mian è uno strumento che si colloca al confine tra l’assistenza e la ricerca, molto avanzato come tecnologia, adesso utile per i medici che trattano pazienti Covid, ma un domani non si esclude che possa avere anche altre applicazioni: "Passata l'emergenza - conclude il Prof. Caramella - sarà presa in considerazione la condivisione dell’apparecchiatura anche con altri specialisti operanti nell’Ospedale".

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