Coronavirus, la Cgil: "Ancora troppe aziende passano sopra alla sicurezza dei lavoratori"

Sono circa 7mila le domande di deroga al blocco della produzione inviate alle prefetture della Toscana. Confcommercio ribadisce la necessità di liquidità per le imprese "ma non a spese dei Consorzi Fidi"

Foto d'archivio

"Troppe aziende fanno finta di non capire che il virus si combatte riducendo al limite del possibile le occasioni di contatto". E' quanto scrive in una nota Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana in merito al numero di richieste di deroga al blocco della produzione delle attività non essenziali decretato dal Governo. "Ad ora, secondo i dati non ancora definitivi - spiega Angelini - sono circa 7mila le richieste di deroga inviate alle prefetture da aziende che autocertificano la loro produzione essere, in tutto o in parte, collegata a settori essenziali e che quindi non possono fermarsi. Anche al netto di qualche domanda arrivata da chi, operando in settori essenziali, ha sentito il bisogno di una rassicurazione prefettizia, sono tante, sono troppe".

"Dopo il protocollo generale firmato con il Governo - prosegue la segretaria della Cgil Toscana - gli accordi di categoria e le linee guida concertate con la Regione, sono troppi gli imprenditori che per non perdere un vantaggio competitivo passano sopra alla sicurezza dei lavoratori, dei loro familiari e di tutti, loro compresi. La Cgil, nei vari territori, in queste ore e nei nei prossimi giorni, mette a disposizione delle prefetture (a cui il decreto del governo ha affidato il compito di decidere sulle riaperture) la propria conoscenza dei settori produttivi e del mondo del lavoro per dare una mano a capire se le motivazioni-giustificazioni addotte dalle imprese sono oggettive o sono al contrario solo un modo per aggirare il blocco destinato a proseguire oltre il 3 aprile. Il tutto senza rallentare di un niente l’impegno a ché nei luoghi di lavoro in attività siamo garantite le condizioni di sicurezza dei lavoratori".

A ribadire la necessità liquidità per le imprese è invece Confcommercio Pisa che sottolinea però che "la Regione non può pensare di far ricadere tutti i costi delle pratiche sulle spalle dei Consorzi di garanzia". Nel mirino dell'associazione di categoria le condizioni emanate dalla Regione per l'erogazione dei finanziamenti: "Siamo pronti a fornire tutta l'assistenza e la consulenza possibile alle imprese che necessitano urgentemente di liquidità. Però, a fronte di tutto questo, le condizioni individuate dalla Regione non tengono in alcun conto del lavoro dei nostri Confidi, e questo non è accettabile. Evidentemente, alla Regione hanno fatto i conti senza un confronto serio con le associazioni imprenditoriali, ma questo non solo non è il metodo corretto, ma finisce per penalizzare proprio quelle imprese che più hanno necessità di credito. Chiediamo alla Regione di correggere alcuni aspetti specifici di questa delibera per consentire a tutti i soggetti coinvolti di poter dare il massimo e far ripartire subito l'economia della nostra Regione".

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