Coronavirus, Lopalco: "Le conseguenze della fuga dal nord non si vedono in 14 giorni"

L'epidemiologo pisano in Puglia invita a tenere alta l'attenzione: "La prima generazione sembra essere abbastanza sotto controllo, ma è la seconda che fa più paura"

Screenshot Agorà, Rai Tre

L'epidemiologo Pierluigi Lopalco, professore ordinario di Igiene dell'Università di Pisa, è stato nominato responsabile del coordinamento emergenze epidemiologiche della Puglia e recentemente è stato intervistato dalla trasmissione Agorà di Rai Tre in merito al noto caso di spostamento di persone di massa avvenuto nelle scorse settimane da nord verso sud. 

"Il problema della fuga dal nord ovviamente ha avuto il suo impatto - spiega il medico pisano - abbiamo persone in ospedale, genitori di quei ragazzi che sono tornati a casa perché sono stati presi dal panico. Quantificheremo presto ma purtroppo l'entità di questa fuga non la possiamo vedere soltanto in 14 giorni". 

"Questa è la prima generazione di casi - ha avvertito Lopalco - bisogna vedere se da questi casi non ci sia una seconda generazione perché è quella che fa più paura. Un caso ne causa due ma quei due poi ne causano quattro. La prima generazione di casi in questo momento sembra essere abbastanza sotto controllo, però non sappiamo se le persone con pochissimi sintomi non ne abbiano contagiate altre del nucleo familiare. Oggi i nuclei familiari rappresentano una situazione da tenere strettamente sotto controllo perché la gente rimane in casa e se in casa c'è un positivo sicuramente si contageranno gli altri".

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Per quanto riguarda la Puglia l’aumento dei contagiati è più o meno costante: "Stiamo avendo un centinaio di nuovi casi al giorno - ha affermato Lopalco - stiamo anche tentando di cercare anche i casi paucisintomatici quelli con pochi sintomi".

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