Corteo contro Salvini, giornata di violenza: cariche della Polizia e scontri

Due momenti di alta tensione venerdì 23 febbraio, in Corso Italia e via Mazzini. Alla fine 6 manifestanti fermati, due di questi sono finiti in ospedale. Slogan e insulti al leader della Lega, che dal palco di Piazza Vittorio Emanuele non commenta

Cariche e manganellate della Polizia da un lato, caschi e bottiglie di vetro dall'altro. Momenti di violenza si sono consumati ieri, 23 febbraio, alla manifestazione di contestazione a Matteo Salvini, presente in città in Piazza Vittorio Emanuele per un comizio elettorale. Circa 400 persone, in gran parte giovani, hanno espresso il loro dissenso alle politiche sostenute dal leader della Lega. L'intenzione, dichiarata fin dall'inizio e ribadita al concentramento in Piazza XX Settembre, era quella di "non far parlare Salvini, per non fargli inquinare la città con le sue bugie razziste". Il bilancio finale vede 6 manifestanti fermati dalla Polizia, due dei quali feriti e ricoverati in ospedale. Salvini ha regolarmente tenuto il suo intervento, per quanto l'eco delle sirene e degli scontri lo ha raggiunto.

Il corteo e gli scontri

Il gruppo di manifestanti si è radunato a partire dalle 16 sotto al Comune, in Piazza XX Settembre. La partenza verso Piazza Vittorio c'è stata alle 16.40. 'Pisa non si Lega' recitava lo striscione di testa, insieme alla bandiera antifascista. Gli slogan che si sono susseguiti sono stati principalmente contro Salvini ed il suo partito. Presenti antagonisti e centri sociali, ma è emersa anche la composizione eterogenea dei partecipanti: attivisti dei quartieri popolari, delle lotte cittadine come per la casa, movimenti femministi e dei diritti gay, studenti. "Migranti, non lasciateci sole con i leghisti" recitava un altro striscione. In coda Potere al Popolo. Il messaggio è stato ribadito più volte: "No a politiche razziste e sessiste, no a chi specula e semina odio, promuovendo una guerra fra poveri. No alle passerelle di chi si professa anti-sistema, ma lo rappresenta, essendo alleato con i politici che hanno governato per anni".

Man mano che il corteo in Corso Italia si è avvicinato a Piazza Vittorio, gli sguardi curiosi dei negozianti si sono fatti più preoccupati. Gli esercizi degli ultimi 300 metri prima dell'obiettivo hanno tutti chiuso. La prima linea, all'altezza di via Pascoli, ha indossato i caschi. Dopo poco i manifestanti si sono incamminati direttamente verso la piazza ed il cordone di Polizia, schierato ad impedire l'accesso al comizio di Salvini. Un istante di contatto con gli scudi di plastica ed è partita la prima carica, intorno alle ore 17. Il breve scontro è stato seguito dal lancio di alcuni oggetti, con almeno un paio di bottiglie di vetro.

La carica della Polizia in Corso Italia (VIDEO)

Il corteo poi è ritornato in Piazza XX Settembre ed ha virato su Lungarno Gambacorti, bloccando il traffico al passaggio. Ha imboccato via Mazzini: obiettivo ancora una volta Piazza Vittorio. Lo sbarramento della Polizia era piazzato in via D'Azeglio. La strada angusta, le auto parcheggiate, hanno delineato un terreno di scontro più pericoloso. Di nuovo i manifestanti si sono incamminati verso il cordone: pochi secondi di faccia a faccia ed è partita la seconda carica. Ore 17.30. Una volta ristabilite le distanze, sono cominciate a piovere le bottiglie di vetro, che hanno colpito anche alcune vetture. Esplosa una bomba carta. Ragazzi a volto coperto hanno messo a terra dei bidoni, come a formare un perimetro, a circa 40 metri dalla Polizia. Da quella 'trincea' è proseguito il lancio di oggetti, fino ad un'altra carica, senza però che si delineasse un nuovo corpo a corpo.

La carica e le manganellate in via Mazzini (VIDEO)

Di nuovo via Mazzini e Lungarno Gambacorti, poi sosta sul Ponte di Mezzo. Alle ore 18 si sono diffuse le voci fra i manifestanti di chi è stato fermato. Salvini è archiviato, all'imbrunire il corteo punta la Questura, per chiedere la liberazione di chi è stato preso. Lungarno Mediceo, Piazza Mazzini, via Santa Bibbiana e via di Simone. L'ultimo presidio del corteo si è svolto davanti gli uffici della Polizia, con ancora agenti schierati a protezione della propria sede. Ma la contestazione era comunque finita: era iniziata l'attesa di solidarietà verso i manifestanti fermati. Su di loro pendono gli accertamenti degli inquirenti su quanto accaduto.

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