'Decide la città': lanciato il corteo cittadino per il 10 giugno

L'iniziativa di collettivi, associazioni e sindacati raccoglierà le voci dei movimenti femministi, della lotta per la casa e dei quartieri popolari

L'onda lunga delle proteste degli ultimi mesi sfocerà il prossimo 10 giugno nel corteo 'Decide la città', iniziativa che riunirà in un'unica grande manifestazione i tanti temi promossi da associazioni e collettivi. Si va dalle rivendicazioni dei rinnovati moti femministi, molto attivi dallo scorso 8 marzo con lo sciopero delle donne e le seguenti occupazioni di Limonaia e via Garibaldi, fino alle battaglie per l'emergenza abitativa di Unione Inquilini e Prendocasa, passando per i beni comuni, i diritti di migranti e studenti, più esperienze di spazi autonomi come la Palestra Popolare La Fontina.

L'appuntamento è fissato per le ore 16.30 in Piazza Mazzini, davanti la Prefettura, con il corteo che poi si dirigerà sotto al Comune in Piazza XX Settembre. "Vogliamo riaffermare il nostro spazio di decisionalità - spiega Martina Mocci della Mala Servanen Jin - per delineare il destino della città e la libertà dei nostri corpi. La maggioranza ci accusa di abuso di libertà di espressione, una contraddizione in termini ridicola, e comunque loro abusano della libertà di silenzio, come nel caso dello sgombero di via Garibaldi dove c'è stato un uso esagerato della violenza. Continueremo a manifestare finché le nostre richieste non verranno ascoltate".

L'obiettivo dichiarato è quello di riutilizzare degli spazi sgomberati ed abbandonati, con l'apertura degli stessi alle associazioni che li avevano recuperati. Per i migranti riaffermato il no al decreto Minniti-Orlando ed ai trasferimenti per presunte irregolarità nei centri di accoglienza. "Su salute e servizi - afferma l'attivista Chiara Lombardo - ci sono regolazioni escludenti che vanno superate, sia per i migranti che per i diritti LGBTQI, per questo spingiamo anche per la previsione di un'educazione sessuale a scuola. Si riconosca il lavoro fatto agli sportelli delle associazioni".

Sarà importante la presenza dei quartieri popolari, uniti nella lotta contro l'emergenza abitativa. Aderisce alla manifestazione l'Unione Inquilini, che con il segretario Claudio Lazzeri ricorda le richieste ricorrenti del sindacato: "Riqualificare gli immobili pubblici sfitti da usare per l'assegnazione e la sospensione generale degli sfratti. Su mille domande presentate per le case popolari circa 270 sono state escluse. A questo proposito ricordo che il termine per il ricorso è stato proprogato al 30 giugno, invitiamo chi avesse bisogno a farsi vivo per agire". "Siamo solidali - aggiungono dal Comitato di Sant'Ermete - questa è la nostra lotta e siamo da settimane davanti l'Apes per la raccolta firme per la riqualificazione. E' troppa la differenza fra i grandi costruttori, per cui si fanno favori come apposite varianti urbanistiche, e chi invece è moroso incolpevole abbandonato a se stesso".

All'interno del movimento 'Non una di meno' c'è anche la Casa della Donna, che appoggia nei contenuti la manifestazione. Spiega la presidente Carla Pochini che "il nostro ruolo è quello di portare all'interno del movimento una riflessione femminista per farlo crescere rispetto le problematiche di violenza di genere in un'ottica di condivisione e confronto, per un cammino non violento di rivendicazione. Poi - aggiunge in chiusura - rispetto le manifestazioni ognuno è responsabile delle proprie azioni".

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