Corteo studentesco per le vie della città: "Vogliamo scuole aperte e sicure"

Circa 150 studenti delle superiori hanno sfilato nel centro di Pisa la mattina di venerdì. La protesta ha riguardato anche le ordinanze cittadine in materia di sicurezza e degrado

"Le scuole sicure sono quelle che non ci crollano addosso, non quelle con la Polizia". Sono scesi in piazza stamani, 12 ottobre, gli studenti delle superiori di Pisa per la manifestazione lanciata da Officinia-Unione degli Studenti, Rete degli Studenti Medi e Collettivo Autonomo Pisa. Circa 150 ragazzi hanno sfilato per le vie del centro per "manifestare il nostro sdegno verso tutte quelle politiche che tendono a sminuire la scuola - si legge nel comunicato di lancio - come i provvedimenti sulla sicurezza, i pochi investimenti all'istruzione e la mancanza di spazi nella nostra città per gli studenti".

Il concentramento è partito dalle ore 9 in Piazza Guerrazzi. Poi il corteo, furgoncino con la musica in testa, è passato per via Bonaini, via Pellico, via Crispi, Lungarno Gambacorti, Borgo Stretto, via Dini e si è chiuso intorno alle 11.30 in Piazza Cavalieri, dove poi si è svolta l'assemblea dei partecipanti. Qualche inevitabile disagio al traffico si è registrato soprattuto al passaggio su Ponte di Mezzo, presenti i blocchi provvisori gestiti dalla Polizia Municipale. 

"Vogliamo ribaltare la visione di studenti-macchinette, passivi - spiega la 16enne Carla Bilotti, studentessa del liceo classico e rappresentante di Officina-Unione degli Studenti - che ricevono nozioni e non sviluppano il senso critico. Ci accorgiamo invece di cosa ci succede intorno e non ci piace. Siamo contro questa idea di sicurezza che vede con il decreto Salvini 2,5 milioni di euro stanziati per telecamere e agenti di Polizia alle entrate, quando poi magari gli istituti cadono a pezzi. Quando alle famiglie viene chiesto un contributo volontario, che volontario poi non è: sappiamo di richieste fino a 150 euro e se non li dai puoi avere problemi a partecipare ad eventuali iniziative scolastiche".

Un'altra richiesta è quella di poter trattare più temi d'attualità fra le mura scolastiche, aspetto che coinvolge il vivere quotidiano della città: "Chiediamo come sempre - prosegue Carla - spazi di aggregazione e socializzazione dedicati agli studenti. E' normale che mancando questi il ritrovo naturale diventi la piazza, come Piazza Cavalieri. Quando siamo lì vogliamo stare tranquilli e seduti con gli amici, non con la Polizia. Vogliamo poter discutere e riflettere sul 'mondo città' anche a scuola, le ordinanze varate dall'amministrazione vanno in una direzione repressiva che non risolve nulla. Siamo in piazza per dare questo segnale di richiesta di apertura alle tematiche di attualità che non vengono mai trattate". 

Andrea Aretini, coordinatore della Rete degli Studenti Medi di Pisa: "Pisa è una città studentesca che vive nelle sue piazze. E' chiaro che vanno prevenuti lo sporco ed il degrado, ma non lo si può eliminare togliendo proprio la vita dai luoghi. Un hashtag della scorsa campagna elettorale era #pisacittàdellaquiete, ecco noi non vogliamo una città simile, vuota". Sulla scuola: "Il Governo parla di telecamere e leva militare, ma non si interroga su come risollevare un sistema scolastico che negli ultimi 10 anni ha subito tagli per più di 8 miliardi di euro e non riesce ad essere strumento di formazione: vedi i 150mila studenti che ogni anno abbandonano gli studi".

Appoggia la mobilitazione anche l'Unione degli Universitari di Pisa, il coordinatore Sasha Grassini: "Sull'università non c'è alcuna proposta reale per incrementare il finanziamento ordinario o per superare il numero chiuso, solo annunci e slogan. E' evidente una preoccupante mancanza di prospettiva sul tema".

  

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